Palazzo Castiglioni

Giuseppe Sommaruga

Palazzo Castiglioni

1904

 


Palazzo Castiglioni, costruito da Giuseppe Sommaruga su commissione dell’ingegner Ermenegildo Castiglioni all’inizio del XX secolo, rappresenta uno dei più significativi esempi dello Stile Liberty a Milano. Per la realizzazione dell’edificio l’architetto si avvale di un ampio team di professionisti ed adotta particolari soluzioni strutturali e decorative utilizzando ferro, cemento, pietre, marmi e vetro. Le opere in ferro battuto, attribuite inizialmente ad Alessandro Mazzucotelli, sono invece realizzate dalle ditte Ghianda e Magnoni su disegno di Sommaruga. La facciata presenta un basamento bugnato grezzo in serizzo, che riprende la forma della roccia naturale, forato da finestre circolari decorate con motivi in ferro battuto. Nella parte superiore, rivestita in ceppo gentile, sono organizzate tre file di finestre sormontate da un coronamento floreale e, al primo piano, da alcuni piccoli putti. L’ingresso principale, in origine ornato da due statue femminili ad opera di Ernesto Bazzaro, viene modificato da Sommaruga nel 1903. Le allegorie di Pace ed Industria suscitano a quel tempo infatti polemiche e scalpore a causa della loro nudità, al punto che il palazzo viene sarcasticamente rinominato Cà di Ciapp. L’architetto rimuove quindi le statue ricollocandole sul fianco di villa Romeo Faccanoni (oggi Clinica Columbus) e commissiona ad Ambrogio Pirovano un ampio fregio naturalistico in cemento da porre sopra il portale d’ingresso. L’interno, caratterizzato dal grande scalone centrale decorato con fregi del Pirovano e ferri battuti, ha subito diversi restauri, che negli anni ’70 hanno modificato fortemente l’assetto originale. Oltre allo scalone si conserva la rappresentativa sala dei Pavoni, mentre la celebre “lampada delle libellule” disegnata da Alessandro Mazzucotelli è rimasta nel locale portineria fino alla vendita dell’edificio all’Unione del Commercio.

DETTAGLI
corso Venezia 47-49,