Casa Campanini

Alfredo Campanini

Casa Campanini

1904-06

 

 

Alfredo Campanini costruisce la casa in via Bellini, per sé e la moglie, seguendo l’impostazioni tipiche delle case d’affitto a destinazione alto-borghese. Biglietto da visita dell’architetto, che vi colloca il proprio studio, è fortemente influenzato dal lavoro di Sommaruga. Due figure femminili, allegorie di Pittura e Scultura, realizzate da Michele Vedani incorniciano il portale d’ingresso e rimandano a quelle originariamente posizionate su Palazzo Castiglioni. Queste sono tuttavia realizzate in pietra artificiale e proseguono senza soluzione di continuità il rivestimento della facciata. I fronti sono disegnati e decorati con fregi floreali, putti a rilievo e ferri battuti. Quest’ultimi, attributi all’opera di Alessandro Mazzucotelli, sono stati riportati all’originario colore verde acceso dopo il restauro del 1999. Campanini studia ogni dettaglio: il cancello principale finemente decorato, la ricca decorazione del coronamento, i camini realizzati in cemento, le lesene degli elementi a torre decorate in cemento, i dettagli del fregio dipinto a motivi naturalistici tra le finestre del primo piano o gli originali infissi in vetro smerigliato e colorato. Gli apparati decorativi continuano all’interno dell’edificio: i fronti interni presentano decorazioni più semplici, mentre atrio e androne sono accumunati da un pavimento in palladiana di marmi policromi, dalle pareti in stucco lucido con fregi dipinti e da inserti vegetali in cemento. Due colonne con fusto in serizzo e capitelli ornati da girasoli colorati affacciano verso il cortile interno, il cui portico è caratterizzato da un soffitto decorato a mazzi di ciliegie rosse. Parapetti in ferro battuto, attribuibili a Mazzucotelli, e stucchi dipinti a mano ornano la scala principale, mentre le ringhiere di quelle secondarie presentano motivi floreali più semplici e zoccoli in finto marmo.

DETTAGLI
Via Vincenzo Bellini, 11,