Condominio in via Lanzone 6

Vito e Gustavo Latis con Piero Cupello

1949-1952

 

 

L’edificio, composto da due volumi a pianta rettangolare accostati, sorge su un’area fortemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. I due corpi, il primo di quattro piani ed il secondo arretrato di otto, hanno destinazione residenziale e presentano differenze nella composizione e negli interventi sulle facciate, che conferiscono dinamicità all’intero complesso. Le facciate sono rivestite in marmo Perlino bianco e intonaco pietrificante tipo Terranova, mentre lo zoccolo è in Sienite della Balma. Il corpo minore presenta inoltre a coronamento un attico arretrato protetto da tettoie con ampi aggetti, mentre il fronte rivolto al giardino del volume maggiore è punteggiato da bow-window composti asimmetricamente. I balconi continui sono collegati da un reticolo metallico, che conferisce leggerezza al corpo più alto ed è impreziosito, in quello minore, dall’inserimento di ceramiche e fioriere decorate ad opera di Lucio Fontana. Le lastre in grès con motivi astratti di ispirazione organica nei toni del rosso, verde scuro, giallo e blu, sono lavorate con incisioni e rilievi. Le forme inoltre, come nota Paolo Campiglio, alludono a forme primordiali, dove astrattismo, surrealismo, spazialismo, nuclearismo, paiono fondersi contrastando con le superfici piane e severe dell’architettura. Gli inserimenti cromatrici scuri inoltre rompono con i rivestimenti candidi delle superfici, conferendo al complesso la “festosità” delineata da Bottoni nella sua “Antologia di edifici moderni in Milano” del 1954.

DETTAGLI
via Lanzone, 6,