Casa Astratta

Attilio Mariani e Carlo Perogalli

Casa Astratta

1951-1952

 

 

Ispirato dalle teorie maturate sulla sintesi delle arti dal MAC (Movimento d’Arte Concreta), dall’opera del pittore toscano Alberto Magnelli e del milanese Mario Ballocco, l’edificio al numero 24 in viale Beatrice d’Este, conosciuto anche come Casa Astratta, è considerato da Mariani e Perogalli uno dei risultati più significati da loro raggiunti in quest’ambito. Il condominio, inserito nella cortina edilizia, presenta una facciata principale rivestita in spaccato di marmo bianco e sembra quasi scomparire dietro al motivo astratto e continuo dei balconi rivestiti in tessere di ceramica azzurra. Lo stesso Magnelli collabora con i due architetti per la sua impaginazione. Il gioco dei pieni e dei vuoti, accentuato anche dall’arretramento dell’ultimo piano, insieme a quello cromatico è frutto della composizione di elementi architettonici e parti strutturali dell’edificio. Lo stesso disegno era ripreso in negativo dagli architetti sul pavimento dell’atrio in gomma con intarsi marmorei, al fine di instaurare una forte correlazione tra interno ed esterno. Oggi il pavimento è stato rimosso, ma rimane la statua disegnata da Attilio Mariani collocata nell’androne del condominio.

DETTAGLI
viale Beatrice d’Este, 24,