Chiesa di San Francesco al Fopponino

Gio Ponti, Antonio Fornaroli, Alberto Rosselli

Chiesa di San Francesco al Fopponino

 

Commissionata nell’ambito del programma “22 chiese per 22 concili” promosso dal cardinale Montini per celebrare il Concilio Vaticano II, la chiesa viene progettata dallo studio Ponti, Fornaroli, Rosselli, che subentra a Giovanni Muzio. L’edificio, la cui pianta richiama il concetto di forma finita attraverso lo sviluppo di un esagono asimmetrico, si presenta arretrato rispetto alla strada formando una piccola piazza, che funge da sagrato. La facciata principale della chiesa, su via Giovio, si estende oltre il corpo di fabbrica raccordandosi ai due edifici laterali ed è caratterizzata dalla presenza di una serie di aperture dalla forma diamantata. Le tre losanghe centrali, corrispondenti al volume più alto della chiesa, sottolineano lo spessore murario e sono chiuse da altrettante vetrate artistiche, realizzate negli anni Settanta da Cristoforo De Amicis, che rappresentano Santa Chiara, San Francesco e la Vergine con il bambino. De Amicis firma anche le vetrate istoriate delle cappelle laterali, dove sono ritratte La parabola del granello di senape e il Volo degli angeli. Le restanti otto aperture inquadrano il cielo, riprendendo le facciate a vento tradizionali ed incorniciando simbolicamente l’infinito del divino. I prospetti sulla piazza sono interamente rivestiti in piastrelle di ceramica diamantate e presentano alcuni elementi di richiamo alla tradizione francescana, quali il pulpito, a destra dei tre portali di ingresso, e le decorazioni a croce taumate, realizzate tramite l’alternanza di formelle diamantate. All’interno lo spazio è diviso in tre navate, individuate dai pilastri portanti in cemento armato, che rastremandosi verso l’alto si saldano alle travi a vista del tetto a capanna. Nella navata centrale la grande pala absidale, intitolata Il Cantico delle Creature, è ad opera di Francesco Tabusso, che realizza anche i trittici presenti nelle navate laterali. Don Marco Melzi firma il Crocifisso ligneo e la statua della Vergine Maria con Gesù Bambino in mogano. Disegnati da Ponti sono gli arredi, le suppellettili sacre e la via Crucis in ferro battuto, realizzata dalla scuola Beato Angelico. Successivamente al Concilio Vaticano II sono state istallate una serie di opere aggiuntive: una Crocifissione di Francesco Tomea, due statue bronzee di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio Abate di Virginio Ciminaghi, la statua in bronzo Santa Madre Chiesa di Alessandro Nastasio e la tela Cristo Consacrante ad opera di Giuseppe Ingegnoli.

DETTAGLI
via Paolo Giovio 41,