Università Cattolica del Sacro Cuore

G. Muzio con P. F. Barelli,

Università Cattolica del Sacro Cuore,

1927 - 1949

 

Commissionata a Muzio da padre Agostino Gemelli, la nuova sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore rappresenta per l’architetto l’occasione di sperimentare su vasta scala la sua visione dell’architettura come arte urbana, già anticipata nella realizzazione del vicino Monumento ai Caduti. Le varie parti del complesso vengono edificate nel corso di un ventennio, tuttavia Muzio riuscì a dare vita ad un organismo unitario, dove corpi nuovi ed antichi si fondono ricordando l’importanza del luogo e la vicinanza della Basilica di Sant’Ambrogio. Il fronte principale, su largo Gemelli, è rivestito in mattoni in terracotta ed è caratterizzato dalla presenza laterale, in allineamento all’asse interno del chiostro dorico, di un corpo a torre, che domina la piazza e segnala la destinazione pubblica del complesso. Muzio adotta qui per la prima volta il principio formale della “pelle” di mattone, che richiama anche l’antica tradizione lombarda del mattone, come rivestimento dello “scheletro” costruttivo di cemento armato. Nella torre, in granito chiaro con lanterna campanaria ed orologio, si apre al centro una grande nicchia contenente la statua del Cristo Re ad opera di Giannino Castiglioni, che in linea con l’enciclica Quas primas l’11 dicembre 1925, interpreta il Cristo restituendogli la maestà dei Cesari. Nel 1932 la costruzione della Cappella rinsalda l’asse ortogonale a quello d’ingresso affacciandosi sul cortile di via Necchi. La fabbrica in mattoni a vista, che riprendono la vicina Basilica di Sant’Ambrogio, presenta una facciata su due ordini caratterizzati da un arco maggiore  affiancato da due minori. L’interno è frutto della sinergia tra arti figurative e architettura; Muzio infatti chiama i fratelli Zappettini e Giacomo Manzù per la realizzazione dell’apparato decorativo. A Manzù si devono i bassorilievi policromi in cemento raffiguranti Santa Margherita Maria Alacoque, San Giuseppe con il Bambino, la Vergine Immacolata con il Bambino e San Francesco. Lo stesso realizza anche sei bassorilievi, che ritraggono l’Agnus Dei, le cerve, i colombi, i pavoni, i pani e i pesci e la fonte della vita, e quattro colonne in granito posizionate nella cripta, dove sono scolpiti Santa Chiara, San Francesco, Elisabetta d’Ungheria e Sant’Agostino. Ad opera dei fratelli Zappettini è il mosaico dorato collocato sulla parete di fondo dell’abside e la decorazione geometrica presente sulle travi del soffitto. Infine nella cappella è posizionato un dipinto raffigurante il Sacro Cuore di Gesù, commissionato a Lodovico Pagliaghi per la precedente sede in via Sant’Agnese. Completano il complesso i collegi maschili Augustinianum e Ludovicianum, realizzati tra il 1933 ed il 1934, quello femminile Marianum del 1938, nonché l’edifico di Psicologia e il blocco delle mense terminati dopo la fine della guerra.

DETTAGLI
largo Gemelli 1, via Necchi 1-9,