Università Bocconi

Giuseppe Pagano, Gian Giacomo Predaval,

Università Bocconi,

1937-1941.

 

L’edificio disegnato da Pagano e Predeval rappresenta il primo di una serie di interventi, che hanno visto nel tempo la formazione di una cittadella universitaria. Nel 1936 il Comune di Milano, dato l’incremento delle iscrizioni, propone un progetto per la costruzione di una nuova sede per l’Università Bocconi. Pagano giudica negativamente il progetto, presenta una controproposta e ottiene l’incarico. I complesso segue un impianto planimetrico cruciforme, che rimanda all’edificio del Bauhaus disegnato da Walter Gropius a Dessau. Si tratta di una soluzione aperta, che si stacca dalla logica dell’edificio a corte chiusa e risponde alle necessità funzionali di un’università moderna senza perdersi in formalismi. Pagano studia le proporzioni e il gioco di vuoti e pieni, che si traduce nella leggerezza del loggiato sul fronte principale così come nello studio dei balconi. L’architetto chiama Leone Lodi per la realizzazione dei rilievi decorativi del fronte principale. Questi, pur avendo dimensioni differenti, si sviluppano in orizzontale definendo delle fasce nette e pulite. Lodi dedica il ciclo decorativo a Le attività Primordiali, scegliendo un tema concreto al pari dell’architettura di Pagano. Due coppie di rilievi sono posti sugli spigoli esterni della facciata e li avvolgono. Nel gruppo di destra lo scultore rappresenta la maternità, la cura dei cavalli, la fede, la vita domestica, la pastorizia e le regole della convivenza, mentre in quello a sinistra scolpisce il teatro dell’esistenza campestre, dove si trovano gli uomini che accendono il fuoco, gli animali che si nutrono, una fonte, scene di pesca e la costruzione delle navi. I rilievi centrali sono posizionati asimmetricamente rispetto all’ingresso: il primo a sinistra in alto, sopra il livello delle porte, celebra antiche pratiche contrattuali in un chiaro omaggio alla Bocconi, mentre il secondo in basso a destra mostra un uomo coglie i frutti del lavoro e della fatica. Il materiale scelto da Pagano, una specie di botticino poroso, permette inoltre a Lodi di scavare i propri volumi in totale sintonia con il piano architettonico.

DETTAGLI
via Sarfatti 25,