Palazzo delle Colonne

Giovanni Muzio, Giovanni Greppi,

Palazzo della Cassa di Risparmio

delle Provincie Lombarde

(Palazzo delle Colonne),

1933-1941.

 

L’incarico per la progettazione del Palazzo della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, ampliamento della sede centrale costruita da Giuseppe Balzaretti tra il 1868 e il 1872, viene affidato, a seguito della vittoria di un concorso ad inviti, a Giovanni Greppi a cui si unisce in secondo momento Giovanni Muzio. Il sito presenta alcune complicazioni legate alla presenza di numerose falde acquifere e di importanti preesistenze quali l’ottocentesco Palazzo Balzaretti, detto “Cà de Sass”, e la chiesa di San Giuseppe del Richini. Gli architetti optano per un edificio a T irregolare inserito in un quadrato. L’altezza di gronda massima viene limitata a 23 m, per non interferire con il prospetto della basilica, ad eccezione del corpo arretrato, rivestito in clinker e non visibile dalla strada, che si eleva fino a 40 m. Il fronte su via Verdi è rivestito in bugnato a lastre di granito e caratterizzato dalla presenza di un imponente portico a colonne binate in granito. Al di sotto del colonnato è posizionata una serie di bassorilievi, opera di Giacomo Manzù, che raffigurano gli stemmi delle città lombarde. Manzù disegna inoltre il grande orologio posto al piano terra dell’edificio. L’ingresso, arretrato e tripartito, presenta tre portali decorati, di cui quello centrale è incorniciato da bassorilievi astratti, mentre i due laterali sono sormontati da altrettanti fregi decorativi. All’interno, la decorazione del soffitto a cupola della Sala Riunioni è affidata ad Achille Funi, da cui oggi prende nome la stanza, che organizza la rappresentazione, dedicata all’Età dell’oro, intorno all’oculo centrale. L’opera vede stagliarsi su fondo dorato i Dioscuri, Minerva e la Gloria, che sovrintendono alle attività edili e al lavoro nei campi (allegoria dell’Architettura e dell’Agricoltura). Il mosaico viene poi realizzato dal mosaicista ravennate Giuseppe Salietti. Infine il caveau sotterraneo, ambiente simbolo degli accorgimenti tecnici e ingegneristici adottati in collaborazione con l’ing. Danusso, consentì di utilizzare il palazzo, a partire dal 1941, come rifugio antiaereo e ricovero per alcune delle opere d'arte più preziose dei musei milanesi.

DETTAGLI
Via Giuseppe Verdi 8,