Mostra | Claudio Massini | Jacopo Pagin: Venus Genetrix
Cassina Projects ospita Soprintendenza ABAP città metropolitana di Milano6 febbraio 2026 - 15 marzo 2026
Mostra | Claudio Massini | Jacopo Pagin: Venus Genetrix6 febbraio - 15 marzo
Da lunedì a venerdì, ore 10-18
Mostra | Claudio Massini | Jacopo Pagin: Venus Genetrix
Cassina Projects è lieta di presentare Venus Genetrix, un dialogo intergenerazionale che riunisce le opere di Claudio Massini (*1955) e Jacopo Pagin (*1988).
Per l’occasione, una selezione di composizioni in grande formato di Massini, affiancate da una nuova serie di dipinti e vasi in vetro soffiato di Pagin, si incontrano innanzi alla presenza quieta e perdurante di una straordinaria statua di epoca romana di Venus Genetrix — perno concettuale e gravitazionale della mostra.
La pratica pittorica di Claudio Massini si staglia come un unicum. Il suo approccio, che trascende i generi, ragiona sulla superficie come luogo di stratificazione e di silenziosa monumentalità. La sua archeologia visiva è un’accumulazione meditativa e minuziosa di pigmenti, incisioni e stesure. Strati che sedimentano, mormorano, si dispiegano, si mimetizzano e rivelano. Densità e quiete filtrano attraverso le sue composizioni. Motivi che spaziano da mosaici ad interni domestici, arredi, recipienti, architetture e pattern decorativi sembrano descrivere habitat di presenza umana, pur possedendo e comunicando una propria fisicità. Si ergono imponenti, evocano struttura più che aderire ad intenti narrativi.
Jacopo Pagin approccia la pittura come un palcoscenico fluido e performativo dove colore, ornamento e gesto scivolano tra registri diversi. I lavori flirtano con la trasformazione, le immagini con la transizione, mentre i riferimenti eterogenei che costituiscono il suo lessico visivo si dissolvono l’uno nell’altro, smascherando qualsiasi linea di confine tra vissuto e immaginato, organico e artificiale, visibile e invisibile. Figure, elementi, frammenti di abiti, vezzi espressivi e vuoti pittorici compaiono e si ritirano, avanzano e arretrano in trasparenza, dando vita a linee narrative sottili che sfiorano appena i contorni di una rappresentazione esplicita.
Oggetti ordinari, come vettori di un’esperienza estetica e contemplativa, emergono fra le maglie di una coreografia organica attraverso lo spazio. Né reliquia né tramite, Venere esercita la sua gravitas e fornisce un potente filo conduttore sulla qualità intrinseca delle immagini: sempre in oscillazione tra permanenza e mutamento.
Figura archetipica della creazione e mediatrice simbolica di un ethos e un’estetica ancestrali, la dea della bellezza e della metamorfosi incarna al tempo stesso unità e molteplicità, eterno e contingente, ideale e sensibile, manifestando la dualità tra il visibile e la traccia residua che ne permane. Ed è proprio dove quella scia di energia trascende la funzione e la tensione si sprigiona, che le opere di Claudio Massini e Jacopo Pagin coesistono in armoniosa risonanza.