L'ARCHIVIO
Fortemente voluto da Fausta Squatriti stessa, presidente e co-fondatore, il nuovo Archivio Fausta Squatriti, fondato nel 2021, si avvale di un comitato scientifico internazionale di grande rilievo costituito da: Michel Gauthier - critico d’arte e conservatore del Centre Pompidou, Choghakate Kazarian – curatrice e storica dell’arte,
Elisabetta Longari - storica dell’arte e docente di Storia dell’Arte Contemporanea all'Accademia di Brera di Milano.
L’internazionalità del comitato scientifico rispecchia la vita e la carriera dell’Artista. Protagonista della scena intellettuale italiana ed internazionale fin dagli anni’60, Fausta Squatriti durante la propria carriera collabora con galleristi del calibro di Pierre Lundhölm, Alexandre Iolas, Renato Cardazzo, Denise René, Karin Fesel, e, condivide il proprio percorso di ricerca con amici artisti quali Lucio Fontana, Man Ray, Niki de Saint Phalle, Yves Klein, Jesús Rafael Soto, Jean Tinguely..
L’Archivio ha sede nella casa-studio di Milano che, come una moderna casa pompeiana, si sviluppa intorno ad una corte centrale, dividendosi in due parti: quella più “pubblica” in cui la Squatriti lavora e allo stesso tempo conserva le sue opere e quella, più intima e domestica, ricca delle testimonianze della sua vita e del ruolo centrale che ebbe nel mondo intellettuale e artistico a partire dagli anni’60 del XX secolo.
Fra gli scopi che l’Archivio si prefigge ci sono quelli di indagine, valorizzazione, promozione, certificazione, e catalogazione del lavoro di Fausta Squatriti, a cui si unisce l’intento di dare vita ad una realtà dinamica e sinergica aperta a collaborazioni con realtà pubbliche e private, nazionali e internazionali, in modo da configurasi come incubatore didattico per le nuove generazioni.
L'ARTISTA
FAUSTA SQUATRITI (Milano,1941-2024), figura poliedrica, artista, narratrice, poetessa, editore d’arte, allieva di Oskar Kokoshka, Fausta Squatriti è al centro della scena artistica e intellettuale italiana e internazionale fin dai primi anni ’60, frequenta e collabora con alcuni dei più grandi artisti e scrittori dell’epoca, come Lucio Fontana, Man Ray, Jean Tinguely, Niki de Saint Phalle, Jesús Rafael Soto, Cy Twombly, Salvatore Quasimodo, Arturo Schwarz…
La sua prima personale è del 1964 alla Galleria dell’Indiano, a cura di Gillo Dorfles, in cui espone il ciclo “Urformen”, realizzato a partire dal 1959 fino al 1963. Dal 1968, con i cicli “La passeggiata di Buster Keaton” (1964-67) e “Sculture Colorate” (1964-1972) , inizia la sua carriera internazionale, segnata da un grande successo sia espositivo che di mercato. Nel 1968 espone alla Galerie Pierre Lundhölm di Stoccolma, nel 1969 alla a New York alla Kozmopolitan Gallery di Barbara Koz, nel 1970 all’Estudio Actual di Caracas e alla Courtney Gallery di Houston, nel 1971 alla Mabat Gallery di Tel Aviv, nel 1972 alla Galerie Alexandre Iolas di Genéve e da Jack Mizrachi a Ciudad de México, nel 1975 da Arte Contatto di Caracas e al Museo de Arte Contemporanea Jesús Rafael Soto di Ciudad Bolivar e, nel 1976, da Studio La Città di Verona.
Nel 1966 Fausta Squatriti crea il suo primo libro d’artista “Tatane” con testi inediti di Alfred Jarry, cui segue nel 1972 “Echiquier” realizzato a quattro mani con Man Ray. Molti sono i suoi libri d’artista in copia unica, tra i quali ricordiamo, del 2009, “Venezia Salva. Omaggio a Simone Weil” e il monumentale “In Memoria”, dedicato a documenti relativi alla persecuzione degli ebrei di Torino.
Nel corso degli anni ’70 e per buona parte degli anni ’80, la ricerca artistica di Fausta Squatriti si fa più severa ed essenziale, volge la propria attenzione agli elementi primari dando vita a due importanti cicli “Sculture Nere” (1972-1985 ) e “Fisiologia del Quadrato” (1975-1989), che espone per la prima volta nel 1978 alla Galleria La Polena di Genova e nel 1979 alla Galleria del Naviglio di Milano. Il successo espositivo di tali opere continua con la personale nel 1980 allo Studio Marconi e al Centro Iniziative Culturali Concordia 7 di Pordenone. Nel 1981 saranno esposte al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nel 1982 alla Galerie Denise René, Paris, in seguito, nel 1983, all’Istituto Italiano di Cultura di Zagreb, allo Studentski Kulturni Centar di Beograd, al Centar za Kulturu di Rijeka, al Mala Galerija di Ljubljana e al Likovnich Umjetnosti di Osijek, nel 1987 alla Galerie Karin Fesel di Düsseldorf e nel 1988 al The Art Building Commons Gallery di Honolulu.
Con l’inizio degli anni ’90 l’essenzialità geometrica dei due decenni precedenti inizia ad accompagnarsi con la cruda denuncia dei mali dell’umanità, e in particolare con quelli che derivano dalla società contemporanea. Nascono così cicli quali “In segno di natura”, “Regno Animale”, “Regno Vegetale”, “I Ferri del mestiere”, “Ecce Homo”, “Beata Solitudo, sola Beatitudo”…
Il percorso espositivo di Fausta Squatriti continua con le personali alla Galleria Bianca Pilat di Milano, alla Galerie Karin Fesel di Düsseldorf nel 1997, alla Fondazione Mudima di Milano, al Moscow Museum of Modern Art di Moscow, all’ex Carceri Le Nuove di Torino.
A partire dalla grande retrospettiva dedicata all’artista nel 2017, contemporaneamente, alla Triennale di Milano e alla Gallerie di Italia di Milano inizia un percorso di rilettura storica del lavoro di Fausta Squatriti. Appartengono a questo riesame le mostre da Arte Silva di Seregno nel 2018 , nel 2019 le personali alla Galleria Bianconi di Milano e alla Galleria Albertz Benda di New York, e la ricostruzione della personale del 1982 alla Galleria Denise Renè di Parigi presentata a MiArt 2021 dalla Galleria Bianconi e la personale “ Pensieri di uno spazio piano” che la Galleria Tommaso Calabro le dedica dopo la morte.
Opere di Fausta Squatriti sono conservate in numerose collezioni pubbliche tra cui lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Centre George Pompidou di Paris, il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, il Museo de Arte Moderno Jesús Soto di Ciudad Bolivar, il Museo del Novecento di Milano, il MAMM - Moscow Museum of Modern Art di Moscow, il Moderna Museet di Stockholm, il Tel Aviv Museum of Art di Tel Aviv, e molti altri. A cui si aggiungono le recenti acquisizioni del Frac Normandie Caen.
Fausta Squatriti, parallelamente alla sua ricerca artistica personale, sviluppa l’attività di Editore d’Arte e nel 1964 fonda, insieme con il marito Sergio Tosi, la Sergio Tosi editore, una delle prime realtà in Italia che realizzerà per gli artisti libri d’artista, edizioni numerate, multipli e manifesti all’avanguardia. Lavoro questo che Fausta Squatriti continuerà con passione, a proprio nome, fino al 1986 anche dopo lo scioglimento della Sergio Tosi editore, avvenuto nel 1974 a seguito del loro divorzio.
Prenotazione obbligatoria: archiviofaustasquatriti@gmail.com