torna a tutti i luoghi

Atelier Pellini

Via Privata Siracusa 6
20122 Milano

Atelier Pellini nasce, come laboratorio di scultura, all’inizio del secolo scorso. Gli atti di fabbrica del Comune di Milano lo ritengono esistente dal 1903. Probabilmente, il nome originario dello spazio era “Studio Pellini”.
Il laboratorio, in realtà una bottega artigiana di discrete dimensioni per l’epoca, aveva la struttura di una piccola fabbrica, illuminata da lucernari e con accesso, attraverso un cortile dedicato alla scolpitura, tramite una grande porta bordata di ferro. Fu edificato insieme alla palazzina di via Curtatone 8/d (oggi divenuta via Siracusa 6), luogo dove si recò ad abitare Eugenio Pellini con la famiglia. Lo scultore di Marchirolo era -allora- da poco rientrato a Milano dopo un periodo trascorso a Varese, dove si era trasferito in seguito ai moti del maggio 1898, allorché egli palesò solidarietà con i manifestanti e, per evitare di essere arrestato, come avvenne per coloro che furono ritenuti “sovversivi”, dovette allontanarsi da Milano.
Lo studio di scultura che, dunque, ha più di un secolo di storia, ha poi visto il succedersi di più figure che vi hanno lavorato, inventato e prodotto.
Infatti l’area fu originariamente sede dell’attività di Eugenio Pellini, coadiuvato da allievi e maestranze.
Alla morte di Eugenio, avvenuta nel 1934, lo spazio fu ereditato dal suo secondogenito, Eros, nato a Milano nel 1909, formatosi alla scuola di Adolfo Wildt presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Anche Eros Pellini fu scultore, “scolpitore”, modellatore e pure disegnatore; come il padre fu un convinto utilizzatore della tecnica di fusione “a cera persa”.
E’ verosimile che Eros già lavorasse nello studio del padre (che pur non desiderava che il figlio intraprendesse la carriera di scultore) dalla fine degli anni ’20, dal momento che gli archivi a disposizione indicano che Eugenio, gravemente ammalato, non abbia più prodotto opere dal 1929.
E’ pure evidente, osservando i lavori dei due scultori Pellini, che il figlio Eros si renda del tutto autonomo dallo stile del padre.
Documenti fotografici mostrano come anche Eros fosse coadiuvato da allievi o apprendisti.
E’ oggi ragionevole pensare che il cortile antistante i locali dello studio di scultura fossero dedicati alle opere in marmo, mentre nella parte coperta dello stabile si modellava il materiale plastico (cera, argille, creta e, in seguito, l’insostituibile “plastilina”) destinati a diventare, grazie ai complessi procedimenti di fusione, le opere in bronzo che ancora oggi si possono vedere negli spazi dell’Atelier Pellini.
Eros non fu l’unico utilizzatore dello studio del padre: Rosa Cerri, moglie di Eros ed anch’essa allieva di Wildt, organizzò una parte dello stabile come proprio studio di scenografa pubblicitaria. Tutt’ora sono consultabili vecchie locandine e progetti grafici di Rosa Cerri che, sin dagli anni ’30, erano destinati alle sale cinematografiche milanesi.
Non tutto si è salvato dai bombardamenti di Milano del 1943 e 1944: perduto è l’archivio di Eugenio e molto materiale cartaceo appartenente alle tre figure succedutesi nell’atelier.
Ancora consultabili, tuttavia, disegni (e taluni progetti di opere monumentali), corrispondenza, registri e riviste d’epoca, salvate e conservate da Matelda Pellini -figlia di Eros- che, per prima, ebbe l’idea di dare destinazione museale allo spazio del vecchio laboratorio, oggi divenuto testimonianza visiva di un antico studio e, nel contempo, luogo di cultura e storia.

 

L'Atelier Pellini è inserito all'interno di due percorsi:

1. Itinerario dedicato a Porta Romana, insieme a Fondazione Francesco Somaini Scultore, Fondazione Mansutti e Archivio Mosé Bianchi, Pompeo Mariani ed Elisabetta Keller.

2. Itinerario dedicato alla Scultura, insieme a Fondazione Arnaldo Pomodoro, Museo Civico Floriano Bodini, Archivio Rachele Bianchi, Fondazione Francesco Somaini Scultore e Centro Artistico Alik Cavaliere.