Kartell è da sempre un laboratorio creativo in cui i designer sono chiamati a lavorare con materiali diversi su prodotti industriali per destinazione d’uso differente, indoor e outdoor. Oggi la strategia aziendale che guarda alle articolate esigenze di mercato ha portato ad un allargamento della gamma potendo quindi spaziare dal living alla luce. Divani e poltrone, sedie e tavoli, lampade e accessori si combinano per creare ambientazioni e soluzioni di arredo per spazi pubblici e privati. La creatività dei designer si concentra nella trasformazione di un progetto in prodotto industriale. La cultura del prodotto e del marchio diventano stile dell’abitare.
Kartell si fonda su alcune parole chiave che sono radicate nella storia del marchio e che hanno accompagnato la sua evoluzione nel tempo. Qualità, innovazione, ingegno, ricerca, materiali, design, bellezza sono i cardini strategici del modo di fare impresa che raccoglie dal passato e guarda al futuro. Fin dal suo esordio Kartell ha posto la sua attenzione al tema della ricerca, dell’innovazione e dei processi evolutivi della tecnologia. Partendo dagli oggetti di funzione per uso domestico Kartell ha rivoluzionato la storia del design del dopo guerra, realizzando i più sofisticati prodotti che combinano tecnologia produttiva e materiali innovativi come il carbonio o il biopolimero. La storia si intreccia con l’impegno e la passione di tre generazioni attive nello sviluppo e nell’evoluzione del marchio.
Fondata da Giulio Castelli nel 1949, in quegli anni Kartell muove i primi passi nella realizzazione di quel design che sarebbe diventato la bandiera del Made in Italy. Intorno all’azienda, al suo esordio, lavorano i grandi nomi del design e dell’architettura di allora, prima fra tutte Anna Castelli Ferrieri, moglie di Giulio, prima donna architetto a Milano e poi Gino Colombini, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Joe Colombo, Marco Zanuso, Gae Aulenti, Richard Sapper, Giotto Stoppino e Ignazio Gardella. Kartell ha inoltre alimentato negli anni ‘70 un centro di innovazione in tema di comunicazione, un altro elemento che storicamente per il brand è strettamente connesso con il processo evolutivo dei suoi prodotti.
Nel 1988 l’azienda è acquisita da Claudio Luti, genero di Giulio e Anna Castelli, che arriva dal mondo della moda. La sensibilità maturata alla Gianni Versace con l’amore per la perfezione e il gusto, si trasforma in una nuova vita per il brand. Luti chiama a sé designer e architetti come Philippe Starck, Ron Arad, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Patricia Urquiola, Mario Bellini, Alberto Meda e Vico Magistretti, grazie ai quali nascono quei prodotti che diventeranno presto simbolo del marchio. Il rinnovato approccio con i materiali detta la rotta e la svolta di Kartell: la loro elaborazione, manipolazione e arricchimento consente di arrivare a un prodotto finale che, seppur interamente in plastica, assume connotati mai visti in precedenza. La sedia Maui, la libreria Bookworm, i carrelli Battista e Gastone, la cassettiera Mobil, sono i prodotti che rompono gli schemi e si impongono come fortemente innovativi.
La svolta avviene quando, dopo anni di ricerca e grazie a un’innovazione rivoluzionaria, Kartell nel 1999 è la prima azienda al mondo ad utilizzare il policarbonato per produrre oggetti di arredo. Il risultato è La Marie, una sedia completamente trasparente dal design moderno e minimale a cui segue la Louis Ghost, ancora oggi uno dei best seller di Kartell. Da questo momento l’azienda sviluppa e approfondisce il tema della trasparenza che l’ha resa unica e originale e prosegue la ricerca nello studio delle superfici e delle forme, partendo dall’uso di tecnologie nuove e materiali performanti che hanno consentito di arrivare alla realizzazione di prodotti come la sedia Masters e altamente tecnologici come la sedia Piuma, ultraleggera e sottile grazie all’utilizzo della fibra di carbonio e la poltroncina Smatrik, realizzata con un innovativo processo ad iniezione che consente di creare una struttura tridimensionale.
Accanto alla divisione habitat, Kartell riapre la divisione illuminazione scrivendo un nuovo capitolo della storia del design della luce. Le lampade, come FL/Y, Bourgie, e più recentemente Battery, Planet, Kabuki, Lantern e Space sono meritevoli di aver connotato lo stile del marchio e di averne decretato la riconoscibilità in tutto il mondo.
La Kartell di oggi è un’azienda proiettata al futuro dove accanto a Claudio Luti si sono affiancati i due figli Lorenza e Federico. Provenienti ciascuno da esperienze esterne dopo gli studi universitari, che oggi ricoprono rispettivamente i ruoli di Direttore Marketing e Retail e di Direttore Commerciale. L’azienda ha ampliato i suoi orizzonti con nuove divisioni e nuove famiglie di prodotti, introducendo nuove linee da quella soft a quella specificatamente pensata per l’outdoor, continuando sempre la sua evoluzione con l’utilizzo di materiali diversi da quello plastico e la sperimentazione di nuove tecnologie. Raccontare la storia di un’azienda significa entrare nel suo percorso strategico, analizzare le sue tappe evolutive, la sua immagine e Kartell in settantacinque anni, tenendo ferma la sua missione, ha dimostrato di saper cambiare, prevedendo i mutamenti di gusto e le esigenze di un mercato e di un cliente internazionale capace di scegliere e di mescolare. É stata prima ad usare la plastica nell’arredo, si è posizionata nell’alto di gamma e ha giocato con il colore, ha inventato la trasparenza e poi è passata al tessile, ha lavorato con designer della moda e artisti di calibro internazionale, da Bob Wilson a Lenny Kravitz. Ha realizzato collezioni di moda con Normaluisa, Alessandro dell’Acqua per N°21, Moschino, Christian Lacroix e Paula Cademartori e di Fragranze, ed è entrata nel mondo della Tavola, del Bagno con Laufen e dell’Eyewear.
Per illustrare tutto questo, in occasione del cinquantesimo anniversario di attività di Kartell, nel 1999 è nata la Fondazione Museo Kartell, con l’obiettivo di raccontare lo straordinario connubio tra il mondo dei polimeri e quello del design, del quale l’azienda è stata artefice. Contenitore di quasi 1.000 oggetti, il Museo Kartell si estende per circa 2.500 mq nella suggestiva sala espositiva dello stabilimento di Noviglio, progettato da Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella.
I negozi monomarca Kartell fanno da amplificatore del brand attraverso allestimenti ed eventi speciali.
La sua rete retail diretta e in franchising è in continua espansione con aperture sempre più strategiche nelle più belle città del mondo e nelle vie più prestigiose e centrali consolidando la sua leadership mondiale. Kartell lavora inoltre sulla multicanalità, offrendo un’esperienza di acquisto coerente online e offline. La piattaforma e-commerce è stata lanciata nel 2014. La rete di vendita diretta e indiretta online è globale e oggi Kartell ha sviluppato anche nuove partnership per USA e Cina.
Al centro della Kartell di oggi c’è inoltre una forte dedizione volta a sottolineare il suo impegno per la sostenibilità e la tutela dell’ambiente attraverso il manifesto industriale “Kartell Loves the Planet”.
Lanciato nel 2018 e costantemente arricchito di punti e di azioni virtuose che Kartell persegue in materia di sostenibilità sia sociale che ambientale.
La passione per l’eccellenza, che guida lo sviluppo di Kartell dalle sue origini, porta l’azienda a porre l’attenzione alle buone pratiche di sostenibilità. L’intera filiera del processo produttivo vede Kartell impegnata a salvaguardare l’ambiente e a rispettare i protocolli di sostenibilità. I materiali utilizzati sui prodotti nuovi sono tutti riciclati o sostenibili come legno certificato o vetro, ceramiche e metallo. L’impegno sulla sostenibilità si sostanzia anche con azioni in materia di gestione finanziaria, attenzione alle risorse umane e impegno nel sociale. Ogni giorno Kartell si impegna direttamente e totalmente nel fondare le basi e costruire la sua storia che è la storia della famiglia, dei suoi prodotti pensati e progettati grazie a partnership e investimenti in innovazione tecnologica, soluzioni creative e nuovi materiali sempre più performanti e rispettosi dell’ambiente.