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Università degli Studi di Milano

Via Festa Del Perdono 7
20122 Milano

La Ca’ Granda nasce dalla volontà di Francesco Sforza e di sua moglie Bianca Maria Visconti che, in segno di gratitudine a Dio per la conquista del Ducato, vollero costruire lo “Spedale di Poveri”.
Iniziata nel 1456, la costruzione della struttura continuò per più di 300 anni grazie a lasciti e donazioni dei cittadini milanesi e alla Festa del Perdono, una sorta di giubileo con vendita di indulgenze che, per concessione speciale della Santa Sede, si celebrava ogni due anni il 25 marzo, il giorno dell'Annunciata protettrice dell'ospedale.
Il progetto venne affidato ad Antonio Averlino, detto il Filarete e fu poi portato a compimento dagli architetti: Solari, Amadeo e Pessina.

La pianta proposta dal Filarete è un rettangolo formato da dieci quadrati uguali, tra i quali si doveva collocare in posizione centrale la Chiesa. Le parti laterali, costituite da costruzioni con pianta a croce, erano destinate ai malati.
L’intero complesso - considerato per secoli in Italia e in Europa un esempio di struttura ospedaliera avanzata - era circondato dall’acqua del Naviglio che correva lungo l’attuale via Francesco Sforza e si allargava in quelle che sono oggi le vie Laghetto e Pantano.

Distrutto quasi completamente dai bombardamenti anglo-americani del 1943, alla fine della Seconda Guerra Mondiale l’edificio venne assegnato all'Università degli Studi di Milano, che vi stabilì la propria sede ufficiale nel 1958.

L'opera di restauro e ristrutturazione, iniziata nel 1951, fu affidata a una équipe di tecnici - fra i quali gli architetti Ambrogio Annoni, Piero Portaluppi e Liliana Grassi - autori di un riuscito accostamento di moderno e antico e di un grande lavoro di recupero di materiale autentico. A Liliana Grassi, in particolare, si deve buona parte del restauro della parte più antica della "crociera" quattrocentesca.

Mercoledì 4 marzo, ore 12 | 17

Giovedì 5 marzo, ore 12 | 17

Museo