Memoriale della Shoah di Milano

Il Memoriale della Shoah di Milano sorge nella zona sottostante il piano dei binari della Stazione Centrale di Milano: da qui, fra il 1943 e il 1945 partirono 20 convogli RSHA, i carri bestiame sui quali furono stipati migliaia di prigionieri diretti verso i campi di concentramento, raccoglimento e sterminio. Luogo simbolo della deportazione, oggi centro di memoria e di conoscenza, che si proietta sì verso il ricordo, verso il passato, ma soprattutto verso il presente ed il futuro. Non a caso comprende un centro polifunzionale dove ospitare incontri, dibattiti, mostre per ricordare le atrocità del passato e dove creare occasioni di dialogo e di confronto fra le culture e per educare i giovani a superare le barriere linguistiche, culturali, sociali e perché la barbarie del XX secolo che vide nella Shoah il segno del massimo degrado dell’umanità, non possa ripetersi.

Per far questo si muove su due direttrici: conoscenza e scambio, passato e futuro. Negli ultimi anni infatti il Memoriale si è affermato come centro di aggregazione culturale e di elaborazione del presente. Il primo e immediato mezzo utilizzato è stato ovviamente diffondere la conoscenza del luogo stesso: durante l’anno scolastico viene visitato da centinaia di studenti al giorno, un numero che è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni e che è solo destinato a crescere. Così anche il pubblico generico è costantemente in crescita, e mentre una volta era concentrato intorno al 27 gennaio, ora sono migliaia i visitatori che decidono di venire al Memoriale anche negli altri periodi dell'anno. Il secondo mezzo è stato il consolidamento dal Memoriale come luogo di scambio e di crescita, calato nel presente e proiettato verso il futuro. Oggi è spazio di confronto, scambio e cultura, grazie anche alla partecipazione di ospiti di primo piano nel mondo della letteratura, dell’arte, dello sport, della politica e del teatro, che hanno preso parte sia alle rassegne in presenza ("Premesso che non sono razzista", "Pensieri di libertà"), sia alle iniziative online dell'ultimo anno. Importanti poi le collaborazioni con gli altri poli culturali milanesi.

 

Courtesy: Andrea Martiradonna

 

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DETTAGLI
Piazza Edmond J. Safra, 1, 20124 Milano
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