Museo di Storia Naturale di Milano

Tradizionalmente, nella vita di ogni milanese il Museo di Storia Naturale di Milano rappresenta una tappa quasi obbligata in almeno tre fasi della vita: da bambini con la scuola, da genitori con i figli e da nonni con i nipoti. Un pubblico che negli anni si è costantemente allargato includendo visitatori provenienti da ogni parte, non solo d'Italia, ma del mondo.

 

Il Museo di Storia Naturale di Milano venne istituito il 7 maggio 1838 grazie alla donazione delle collezioni private di Giuseppe De Cristoforis e Giorgio Jan che comprendevano esemplari di Mineralogia, di Paleontologia, di Botanica e di Zoologia, inizialmente furono collocate nell'ex convento di Santa Marta, in via Maddalena al Cerchio, (oggi via Circo), dove l'esposizione venne aperta al pubblico nel 1844.

Il museo cambiò sede nel 1863 trasferendosi a Palazzo Dugnani sulla cosiddetta strada un po' in salita della Cavalchina, l'odierna via Manin.

Grazie al progressivo incremento delle collezioni provenienti da numerose donazioni successive, tra le quali quella ornitologica di Ercole Turati, fu necessario trovare una sede più ampia e nel 1888 il Comune di Milano approvò il progetto dell'architetto Giovanni Ceruti per la costruzione, terminata nel 1907, di un edificio all'interno dei Giardini Pubblici, lungo corso Venezia, tuttora sede del museo. L'incendio innescato dal bombardamento del 1943 distrusse molte delle raccolte contenute, come le collezioni erpetologiche e botaniche di Giorgio Jan, e buona parte dell'edificio, ricostruito rapidamente come da progetto originario con la riapertura al pubblico delle prime sale nel 1952.

 

Attualmente le sezioni scientifiche del museo sono sette e comprendono la Botanica, l'Entomologia, la Mineralogia, la Paleontologia e la Paletnologia, la Zoologia degli Invertebrati (Malacologia)e la Zoologia dei Vertebrati.

 

Compito istituzionale del museo è il recupero, la raccolta, la selezione, la preparazione, la conservazione e l’esposizione del materiale di interesse naturalistico e storico scientifico, oltre alla ricerca e alla divulgazione scientifica, tutte attività che vengono svolte quotidianamente dal personale scientifico e tecnico del museo.

 

Il percorso espositivo si snoda in 23 sale, iniziando dal primo piano che vedrà l’imminente riapertura delle storiche sale di Mineralogia con un nuovo e innovativo allestimento, per proseguire con le sale di Paleontologia che ospitano diversi scheletri, calchi e modelli storici, come il Triceratopo, la cui postura è oggi ritenuta non più corretta alla luce delle ricerche paleontologiche più recenti, ma resta un simbolo del museo nella memoria di molti fedeli visitatori. Un’esposizione particolarmente spettacolare è la sala 8 nella quale sono esposti alcuni fra i reperti più impressionanti della sezione di Paleontologia.

 

Le successive sale dedicate alla storia naturale dell'uomo sono oggetto di un futuro riallestimento per l'aggiornamento degli studi relativi alla storia evolutiva dell'uomo, dovuti alle recenti scoperte di resti umani antichi in diverse parti del mondo.

 

Infine le sale di Zoologia degli Invertebrati, prima quella di Malacologia, dove gli esemplari più spettacolari sono una Tridacna gigante di dimensioni notevoli e una coppia di Granchi giganti del Giappone e successivamente quella di Entomologia, dove oltre alle teche a parete, contenenti una selezione dell’immensa collezione di insetti, destano ancora molto interesse i piccoli, ma dettagliatissimi diorami dei diversi ambienti naturali.

 

Tutto il secondo piano è dedicato alla Zoologia dei Vertebrati dove i diorami degli ambienti realizzati a grandezza naturale sono gli assoluti protagonisti, un progetto avviato negli anni settanta che è stato portato a termine dall'attuale Direzione con gli ultimi sei diorami dedicati alle foreste tropicali inaugurati nel 2017.

Dietro ogni diorama c'è un lavoro interdisciplinare in gran parte interno che inizia con la progettazione di un ambiente esistente e ben localizzato, riprodotto fedelmente in tutte le sue componenti, vegetali, animali e ambientali, dove nulla viene lasciato al caso, inclusa la luminosità. Il laboratorio di tassidermia svolge un ruolo chiave, dato che prepara, restaura o ricostruisce tutti gli animali, in particolare quelli che possono deteriorarsi con l'esposizione alla luce, come le farfalle, oppure i pesci che non sempre si possono tassidermizzare da materiale “fresco”.

 

Una visita al museo, risulta essere sempre una sorpresa anche per chi, soprattutto i giovani, hanno maggiore facilità a informarsi, utilizzando gli attuali strumenti, smartphone, tablet o computer, vedere gli animali e le piante a grandezza naturale e non su un piccolo schermo, li sorprende sempre.

 

Quanto siamo piccoli davanti a un elefante!

Ma l'alce è veramente così alto?

È una semplice questione di proporzioni.

 

 

MILANO MUSEOCITY 2021

In occasione di MuseoCity 2021, due dei conservatori presentano un video che racconta la storia del Museo e della sua connessione con la città.

 

 

 

 

Immagine: particolare del diorama della barriera corallina. Fotografia di Giorgio G. Bardelli.
DETTAGLI
Corso Venezia, 55, 20121 Milano Italia
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