Casa Museo di Palazzo Tosio

Palazzo Tosio e l’Ateneo di Brescia

 

Sull’area oggi occupata da palazzo Tosio, a inizio XIX secolo, insistevano edifici di proprietà diverse, acquisiti dal conte Ottavio Tosio che nel 1810 avviò il cantiere; alla sua morte (1815) gli subentrò il figlio Paolo, il quale si valse dei maggiori architetti ed artisti dell’epoca (Vantini, Basiletti, Rottini ecc.).

Grazie all’intelligenza e al gusto raffinato della contessa Paolina, considerata tra le dame più colte della città, intorno a Palazzo Tosio venne ben presto a gravitare l’élite culturale bresciana.

In un solo trentennio il Tosio, affiancato dalla consorte, riuscì a costituire una ricca raccolta di opere antiche e moderne che rimane un unicum del collezionismo del primo Ottocentesco in Lombardia. Casa Tosio divenne una meta d'obbligo anche per i forestieri che transitavano da Brescia. Con la morte di Paolo Tosio, l’11 gennaio 1842, le collezioni d’arte vennero donate al Comune per l’allestimento di una Civica Galleria; nel 1846 la vedova Tosio lasciava per volontà testamentaria al Comune anche il palazzo purché restasse sede della galleria che di fatto rimase aperta dal 1851 al 1906, quando venne trasferita in palazzo Martinengo da Barco, dando vita alla Pinacoteca Tosio Martinengo.

Nel 1908 palazzo Tosio divenne così la sede dell’Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere e Arti. L’atto di fondazione dell’Ateneo è il 1802 quando l’ente, dopo l’età rivoluzionaria bresciana e cisalpina, prese il nome di «Accademia di scienze, lettere, agricoltura ed arti del Dipartimento del Mella». Nel 1811 per effetto del decreto di riordino delle istituzioni culturali del 1810 l’Ateneo venne ad assumere la denominazione di «Ateneo di Brescia Accademia di scienze, lettere ed arti».

Fin dalla sua fondazione, le finalità istituzionali dell’Ateneo di Brescia sono quelle di promuovere ricerche e studi in ogni campo dello scibile, con particolare riferimento alle scienze naturali, matematiche e fisiche, alla medicina e alla chirurgia, all’agricoltura, alla zootecnia ed alla veterinaria, all’industria e al commercio, alla letteratura, alla storia locale ed all’archeologia, alle belle arti ed alle arti intese come mestieri; tutto ciò, prestando attenzione a quei risvolti pratici ed applicativi insiti nei risultati raggiunti, capaci di elevare culturalmente la società bresciana, ma soprattutto di migliorarla dal punto di vista della salute e dell’economia, presupposto indispensabile perché possa germogliare e fiorire anche il sapere letterario ed artistico.

L’attenzione al concreto è provata dalla organizzazione, almeno nel primo secolo della sua vita, di numerose esposizioni provinciali di agricoltura, di arti e d’industria.

Un altro filone caro all’Ateneo è quello della ricerca dell’identità storica bresciana passata attraverso l’organizzazione della campagna di scavi al Tempio Capitolino, al Teatro e al Foro romano e le grandi scoperte archeologiche che hanno portato all’organizzazione del Museo Romano e al Museo Cristiano.

Più tardi anche le ricche collezioni naturalistiche – raccolte e ordinate nell’ambito dell’Ateneo da Eugenio Bettoni, secondo l’auspicio di Gabriele Rosa, nel nome di Giuseppe Ragazzoni – vengono donate alla Città per la realizzazione del Museo di Storia Naturale.

 

Apertura straordinaria venerdì 4, sabato 5, domenica 6 marzo, ore 15 | 16 | 17

Iscrizione obbligatoria dal sito dell'Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere e Arti

DETTAGLI
Via Tosio 12, 25121 Brescia
Museo segreto
Eventi museo city
archivio