Museo della Tecnica Elettrica di Pavia

Il Museo della Tecnica Elettrica, istituito nel 2007 grazie a un accordo di programma tra Università, Regione, Provincia e Comune, ha come finalità la conservazione, la ricerca, l'innovazione tecnologico, la formazione e la divulgazione scientifica sulla storia della tecnica elettrica.

Nell'interno di "reinnovare la tradizione", il Museo propone un ricco programma di iniziative culturali: cicli di incontri monotematici su oggetti in esposizione ("MTE racconta"), laboratori didattico-creativi su temi ispirati alle collezioni, percorsi guidati tradizionali e teatralizzati, mostre temporanee in collaborazione con istituzioni italiane ed estere. Anche gli utenti con disabilità visive possono effettuare una visita guidata al Museo attraverso il MET (Mappa museale di Esperienza Tattile), una APP applicata a 3 mappe tattili in stampa 3D, realizzate in collaborazione con il Centro di Riabilitazione visiva dell'I.C.S. Maugeri e il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Architettura dell'Università di Pavia.

 

La superficie espositiva del Museo copre un'area di circa 2.500 metri quadrati, suddivisa in cinque sezioni che abbracciano la storia della tecnica eletrica dai primordi al giorno d'oggi. Tre sono le collezioni principali: la collezione Enel (300 pezzi), la collezione Sirti (3028 pezzi) e la collezione universitaria, formata da oltre 1.000 pezzi, a cui periodicamente si aggiungono donazioni di privati.

 

Le collezioni permanenti ripercorrono le tappe principali della scoperta e dello sfruttamento dell'energia elettrica, dalla produzione alla distribuzione e al suo impiego sia su scala industriale, sia in ambito domestico.

 

Tra gli oggetti più emblematici il Museo conserva la pila voltiana a colonna, un telegrafo elettrica, una dinamo di Edison, un generatore trifase originale della storica centrale idroelettrica Bertini di Paderno d'Adda, un modello didattico che riproduce l'apparato con cui Guglielmo Marconi, a partire dal 1895, compì i primi esperimenti di telegrafia senza fili, il telaio di una centrale telefonica automatica, un componente di aerogeneratore costruito nei primi anni Novanta, la macchina sperimentale per la fusione nucleare Eta Beata II (1979-1989), un esempio di laboratorio per le radiografie dei primi anni del Novecento.

 

Accanto ad alcune curiosità storiche, come la targa in rame del 1915 proveniente dall'ufficio telegrafico della Marconi's Wireless Telegraph Company di Londra, recuperata nel 1946 durante i lavori di sgombero delle rovine della Seconda Guerra Mondiale, ci sono anche un esemplare originale della Macchina Enigma (1918), che ha segnato la storia della crittografia, e un televisore in bianco e nero Phonola "Il Marziano" (1958). Tutti gli oggetti testimoniano in vario modo l'evoluzione delle nostre città, delle nostre case e del nostro modo di vivere con uno sguardo al passato e uno al futuro: dal vagone di un tram dell'ATM milanese a tanti piccoli elettrodomestici del primo Novecento.

 

 


 

Apertura venerdì 21, ore 14-18 (ultimo ingresso ore 17) sabato 22 e domenica 23 ottobre, ore 10-18 (ultimo ingresso ore 18)

 

Itinerari 8 Tecnica e Tecnologia | 13 Design Wanted

https://www.museocity.it/evento/6319a58d852ba10013225b31/

 

 

 

DETTAGLI
Via Adolfo Ferrata, 6, 27100 Pavia PV,
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