Il mantello Tupinambá e la collezione Settala in Ambrosiana
Popolazione indigena dei Tupinambá (Brasile)
Fine ‘500 – inizio ‘600
Penne, piume, su rete a filet di fibre di cotone
Lo straordinario mantello, realizzato legando 5.300 penne in prevalenza di Ibis rubra su una rete a filet di cotone, secondo una tecnica documentata nei secoli XVI e XVII presso le popolazioni Tupinambà, che occupavano la fascia litoranea atlantica tra la foce del Rio delle Amazzoni e lo stato di Sãn Paulo, è giunto in Ambrosiana grazie al lascito della collezione del famoso naturalista Manfredo Settala. L’identificazione del mantello, come parte del cerimoniale cannibalico dei Tupinambà, si deve allo stesso Settala, che ne ricorda la provenienza nella didascalia al prezioso disegno fatto da lui realizzare per illustrare la sua eterogenea collezione. Considerato fin dall’inizio della sua storia collezionistica un pezzo unico e straordinario, il mantello è stato recentemente restaurato grazie al contributo di Banca Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto “Restituzioni” e per la prima volta viene esposto al pubblico nella Pinacoteca Ambrosiana, accompagnato da altri preziosi manufatti della collezione Settala.
Presente in
Pinacoteca Ambrosiana
Piazza Pio Undicesimo 220123 Milano