L'Annunciata

Agostino Arrivabene

2016
olio su legno

Il dipinto ha origine nel fascino esercitato sull’artista da un disegno di Leonardo da Vinci: uno studio per il volto di Ma- ria eseguito per l’Annunciazione conservata agli Uffizi. Per l’artista Agostino Arrivabene, il disegno leonardesco rap- presenta un’icona guida sia per la grazia espressa, sia per lo studio riservato all’intreccio dell’acconciatura. Il volto della donna è coperto dai capelli ed il corpo è fasciato dentro una veste. Nell’osservare il dipinto il primo pensiero va al velo, al nascondimento, persino ad una forma di segregazione della figura femminile. Ma ciò che dovrebbe costituire una barriera in realtà sono i capelli della donna, uno degli elementi più forti della femminilità e della seduzione qui esaltate anche dalla ricca e complessa acconciatura. Il titolo dell’opera, L’Annun- ciata, aggiunge un significato: la donna raffigurata è Maria di Nazareth, colta nell’atto di ascoltare l’annuncio dell’Angelo. Maria sta per diventare la madre di Dio, nel suo grembo il Verbo si fa uomo. Il quadro acquista così un significato sim- bolico: così come nel tempio di Gerusalemme un velo na- scondeva l’Arca dell’Alleanza con all’interno le tavole di pietra con le dieci parole di Dio, allo stesso modo una lunga chioma ora vela Maria, chiamata anche la “Nuova Arca”, perché porta dentro di sé la Parola di Dio, non più di pietra, ma di carne. In questo modo il velo non nasconde o toglie alla vista, ma introduce ad un mistero che si sta per svelare.

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