Sepoltura di due donne longobarde
Sconosciuto
VII sec. d.C.
Oro, perle, granati, lapislazzuli (?) e pasta vitrea
Non conosciamo il loro nome, né il loro rapporto di parentela, ma le loro esistenze sono state portate alla luce in un luogo particolare, la cappella funeraria della famiglia dei Totoni nella chiesa di San Zenone a Campione d’Italia. Qui erano state sepolte, nella seconda metà del VII secolo d.C., in quanto appartenenti ad una famiglia di prestigio di mercanti e possessori terrieri. Di una delle due donne grazie alle indagini paleoantropologiche sappiamo che era alta tra 1,60 e 1,70 m, aveva caratteri nordici e costituzione robusta e che morì probabilmente di parto tra i trenta e i quarant’anni anni dopo aver dato alla luce alcuni figli. Fu sepolta per la sua importanza al centro della cappella, con una veste di broccato decorata da fili d’oro (si veda la ricostruzione esposta in sala). L’altra donna della famiglia, sepolta nello stesso luogo, possedeva due splendidi orecchini in oro, pasta vitrea, granati almandini e perle e un anello con castone in lapislazzuli (o pasta vitrea?). Questi preziosi gioielli, che documentano i rapporti culturali dell’area anche con la tradizione bizantina, furono deposti nel sepolcro ad accompagnare la donna che li aveva indossati. Tracce di filo d’oro indicano che anch’essa fu sepolta con un velo ricamato d’oro. È grazie alla donazione di Totone II, datata al 777, della propria casa e della chiesa di San Zenone al monastero milanese di Sant’Ambrogio a Milano, che ancora oggi Campione resta un’enclave italiana in Svizzera.
Presente in
Civico Museo Archeologico - Monastero maggiore di San Maurizio
Corso Magenta 1520123 Milano