Urna fittile

Sconosciuto

II secolo a.C.
Produzione chiusina

L’urna è un ossuario decorato a stampo, tipico della produzione fittile chiusina del II sec. a.C. Sul coperchio è una figura giacente velata coperta totalmente da un mantello, con la testa appoggiata a un cuscino. Sulla cassa è rappresentata una porta chiusa a due ante, munite di due anelli; ai lati sono due cipressi uniti con ghirlande e bende. I cipressi risultano frequentemente rappresentati sulle urne etrusche di età ellenistica spesso associati con raffigurazione di una porta chiusa; talvolta figurano insieme a una testa femminile e più raramente ai lati di scene di combattimento a sottolineare il consumarsi dell’azione in uno spazio aperto, mentre le bende e le ghirlande che li adornano indicano lo svolgersi di un rito. Per il loro esser sempreverdi e per il loro innalzarsi verso il cielo, perenni e forti, sono il simbolo della immortalità, a cui rimanda anche il mito connesso all’origine della pianta, nata dalla trasformazione del giovane Ciparisso, afflitto da dolore inconsolabile per avere involontariamente ucciso il suo amatissimo cervo, mansueto e bellissimo, dono del dio Apollo che rese eterne le sue lacrime nella resina profumata dell’albero. Il cipresso è una pianta originaria dell’Asia Minore e si diffuse in Italia centrale in età antica.

Presente in

Fondazione Luigi Rovati

Corso Venezia 52
20121 Milano