Crocifissione

Pittore toscano e collaboratori lombardi

XIV sec, 1347 ca

Nel 1926 tornò alla luce la monumentale Crocifissione affrescata, entro il 1340, da un artista toscano e da maestranze lombarde sulla parete esterna del campanile di San Gottardo in corte. Per conservare l’opera, associata alla presenza di Giotto a Milano, si decise di strapparla e questa delicata operazione rivelò la presenza del disegno sottostante, chiamato sinopia perché le tracce grafiche sono tratteggiate con terra di Sinope. Quest’opera non ricevette un’adeguata attenzione tanto da restare per decenni invisibile, la parte più ampia arrotolata, l’altra di minori dimensioni su un pannello. In occasione dell’Esposizione Universale tenuta nel 2015 nel capoluogo lombardo, la chiesa di San Gottardo è stata oggetto di un ampio e radicale intervento conservativo che ha coinvolto oltre alle strutture architettoniche anche l’affresco, collocato dal 1980 sulla controfacciata, e la sinopia. In quest’ultimo caso si è trattato di un complesso lavoro di restauro grazie al quale la prima idea per rappresentare l’ampia e complessa scena religiosa torna ad essere apprezzabile malgrado le vaste lacune. Il risarcimento ha permesso di recuperare le tracce dei due committenti, a sinistra Azzone Visconti, a destra la moglie Caterina di Savoia. L’impossibilità di accostare il disegno alla realizzazione finale riunendo le due parti nella navata di San Gottardo, ha indotto a trovare un altro luogo di conservazione. Si è scelto l’ampio ambiente sotterraneo detto "Sala pilastri" ubicato nella corte ducale di fondazione Viscontea dove, insieme alla memoria proveniente da San Gottardo, sono esposte altre due sinopie, anch’esse estratte dal deposito della Pinacoteca.

Presente in

Castello Sforzesco | Pinacoteca

Castello Sforzesco
20093