Field, Road, Cloud

Alfredo Jaar

1997
cibachrome

Alfredo Jaar nasce in Cile nel 1956, dove si forma come architetto sotto la dittatura di Pinochet. In questo contesto prendono forma le prime opere di critica politica, tra le quali anche importanti progetti di arte pubblica. A causa delle pressioni del regime militare, nel 1982 si trasferisce a New York e da qui inizia a farsi strada nel mondo dell’arte. Le sue opere scaturiscono sempre da stimoli esterni, siano essi politici, economici o sociali. Attraverso la molteplicità dei linguaggi e la varietà degli strumenti utilizzati (scultura, installazione, video, fotografia, etc), l’artista rielabora i temi di cui si occupa, favorendo nel pubblico una riflessione che conduce alla comprensione dell’opera e alla costruzione di un pensiero critico. L’opera esposta, "Field, Road, Cloud" , è parte del Rwanda Project, a cui Jaar si dedica per circa un decennio. Si compone di tre lightbox con le fotografie di una piantagione di tè, di una strada sterrata incorniciata da filari di alberi e di una nuvola bianca nel cielo azzurro. Tre immagini di paesaggi che ci invitano alla contemplazione della loro calma bellezza. Altri tre lightbox più piccoli le affiancano, mostrando disegni e annotazioni dell’artista relative allo scatto e al luogo: informazioni tecniche, all’apparenza. Luoghi e date ci portano a contestualizzare le immagini che stiamo guardando, fino alla scritta “bodies 500?”, davanti alla chiesa di Ntarama. La bellezza si trasforma in sgomento quando comprendiamo che quei luoghi sono stati testimoni del genocidio del Rwanda, nel 1994, dove oltre un milione di persone di etnia Tutsi sono state massacrate in soli 100 giorni da altri Ruandesi di etnia Hutu, nella più completa indifferenza della comunità internazionale. Alfredo Jaar ci costringe a fermarci e a riflettere per trovare la chiave di lettura di un’opera emblematica, la cui forza è generata dal corto circuito tra il fascino percepito e l’orrore svelato. "Field, Road, Cloud" è di proprietà della Città Metropolitana di Milano ed è conservata presso il Museo di Fotografia Contemporanea.

Presente in

Museo Nazionale di Fotografia

Via Giovanni Frova 10
20092 Cinisello Balsamo