Girotondo (Idillio campestre nei prati della pieve a Volpedo)

Giuseppe Pellizza da Volpedo

1906 circa
Olio su tela

Girotondo è la seconda versione di un dipinto di collezione privata, intitolato
Idillio primaverile, realizzato tra il 1896 e il 1901 per essere il primo di una serie di Idilli sul tema dell’amore.
Esposto alla Biennale di Venezia del 1903, il dipinto fu accolto da critiche discordanti, ma anche da notevole successo di pubblico. Fu forse per questa fortuna che Pellizza stesso volle replicare Idillio primaverile, iniziando la tela della Galleria d’Arte Moderna, forse con l'idea di inserirvi delle varianti. Lasciato incompiuto alla sua morte nel 1907, il tondo verrà completato, seguendo fedelmente la prima versione, dal pittore Angelo Barabino, suo allievo.
Per la composizione Pellizza si era ispirato ad una fortunata opera del Seicento, la Danza degli Amorini di Francesco Albani, conservata a Milano presso la Pinacoteca di Brera, calando però la scena, un girotondo di bambini attorno ad un grande albero dai rami contorti, nella realtà naturale del paese natale di Volpedo, e precisamente nei prati adiacenti la sua dimora di famiglia. Tale immagine doveva rappresentare, nelle intenzioni dell’artista, il grande tema dell’amore, concretizzatosi qui in un evento di vita che sboccia e ritorna a fluire nel paesaggio primaverile. Pellizza voleva così esprimere – come scrisse egli stesso nel 1897 – quel sentimento “che agisce continuamente sugli animi sensibili facendosi, se moderato, eccitatore al raggiungimento di nobili ideali e depressore, se esageratamente forte”.

Presente in

GAM - Galleria d'Arte Moderna

Via Palestro 16
20121 Milano