Progetto "Milano Verde"

F. Albini, I. Gardella, G. Minoletti, G. Pagano, G. Palanti, G. Predaval, G. Romano

1938
China su lucido Documentazione dattiloscritta

Il progetto Milano Verde è il vero manifesto di una città sperata, dimostrazione di un innesto nella città storica di tutte le aspirazioni razionaliste con la creazione di un tessuto modello che comportasse, per la sua scala, di affrontare e dare soluzione a problemi come il traffico, il rapporto con le aree per servizi e spazi aperti, la dialettica con il centro urbano e le preesistenze.
Scrive Giuseppe Pagano sulla rivista Casabella: “...noi crediamo sia possibile ancora fare qualcosa di organico e che la città abbia le risorse e l’autorità di realizzare un quartiere coerente, esemplare e veramente funzionale. Per questa ragione abbiamo lavorato e presentiamo le nostre conclusioni in questo progetto che abbiamo intitolato Milano Verde. La base del nostro lavoro è stata quella di creare l’ordine dove esiste il disordine, la buona orientazione dove è progettato a capriccio senza rispetto dell’orientamento solare, la gerarchia tra edifici a carattere collettivo e il resto delle abitazioni, la giusta divisione tra strade di traffico e vie secondarie. [...] Una dimostrazione di civiltà, di ordine, di disciplina, d’igiene, di entusiastica partecipazione agli ideali dell’estetica moderna senza offendere il passato e soprattutto senza contaminare la caratteristica fisionomia del vecchio cuore di Milano dominato dalla mole del Duomo”.



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