Serie "Chimigrammi"
Paolo Monti (1908 - 1982)
1959 - 1970 circa
Chimigrammi su carta fotografica
Paolo Monti (1908-1982), tra i maggiori fotografi italiani del Novecento, sperimenta nei chimigrammi potenzialità espressive insolite, creando, con l’uso della carta fotografica e di reagenti chimici, immagini “astratte”, tracce, impronte, segni che riconducono all’esemplare unico, secondo un percorso progettuale che mostra evidenti rimandi alle pratiche pittoriche a lui contemporanee. Nonostante egli abbia considerato queste sperimentazioni come mere esercitazioni in vista di un miglioramento della pratica fotografica vera e propria, e in particolare della stampa, i chimigrammi, monotipi, creati su carta fotosensibile con mezzi puramente chimici, senza ripresa, sono dotati di autonomia espressiva e connotati da una tensione sperimentale che avvicina Monti ad altri autori fotografi a lui coevi, tra i quali basti citare il grande fotografo italiano Nino Migliori. Scarsamente considerati dalla critica contemporanea a Monti, i chimigrammi furono tuttavia valorizzati da alcuni importanti critici e storici della fotografia come Lanfranco Colombo, che li espose alla prima mostra della galleria Il Diaframma nel 1967, Antonio Arcari, che li pubblicò nella raffinata e sperimentale rivista “Imago” due anni prima, e da Italo Zannier, che citerà infine, in senso retrospettivo, l’attività sperimentale di Monti nella sua Storia della fotografia italiana del 1985.
Courtesy Civico Archivio Fotografico, Milano
@ Fondazione Beic
L’istituzione partecipa a Museo Segreto anche con un approfondimento video che sarà disponibile dalle 9.30 di mercoledì 3 marzo sul canale YouTube dell'Associazione MuseoCity
Presente in
Castello Sforzesco | Civico Archivio Fotografico
Castello Sforzesco20121 Milano