Tchad - Ragazza nell'oasi

Giancarlo Iliprandi

1998
Bic medium, acquarello e tempera bianca su carta da pacco intelata

Quando viaggiava, Giancarlo Iliprandi portava tutto l’occorrente per scrivere e disegnare, per lo più appunti visivi veloci che poi riprendeva con calma al rientro, come denunciano le grandi dimensioni del disegno intelaiato con il ritratto di una giovane, “molto impettita”, intercettata in un’oasi del Tchad settentrionale durante un viaggio tra il dicembre 1997 e il gennaio 1998.
A riattivare la memoria del viaggio al rientro sono le foto ma soprattutto la pratica del disegno: “Un viaggio di continue messe a fuoco non solo fotografiche. Di puntualizzazioni visive, svelate non tanto nel mirino oculare quanto dalla Bic”. Iliprandi descriveva così questi disegni: “Non sono incontri, nemmeno ritratti, neppure rappresentazione. Tracciati potremmo chiamarli, tracce, orme o appena segni. Che disegnano presenze, ricordi, speranze altrui, in paesi dove persino il fatalismo si lascia sperare”.
Questo disegno, insieme ad appunti e altri disegni, è stato pubblicato nel diario Ourì un diario dal Sahara dimenticato (1998), poi confluito in una collezione di tre diari sul Sahara (Sahara tre diari di viaggio 2007).
Il deserto è stato un incontro importante per Iliprandi: “Non date credito a quanti potrebbero raccontarvi che il deserto favorisce la meditazione. Il deserto ti richiede solo una banale attitudine alla sopravvivenza, compensandoti con la possibilità di contemplare.”


Courtesy Associazione Giancarlo Iliprandi

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