Testa di Leda

Leonardo da Vinci e allievi

1504-1506
Disegno a pietra rossa naturale su carta preparata rossa

In linea con il tema di questa edizione di MuseoCity, il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco ha individuato quale icona del potere taumaturgico della bellezza, il volto di Leda che Leonardo da Vinci ha fissato a matita rossa su una carta rosata verso il 1504-1506, in preparazione di un dipinto ora perduto.
È solo attraverso il confronto con alcune copie antiche del dipinto che sono giunte sino a noi, che si può comprendere appieno il significato della posa della figura ritratta, definita nei dettagli solo in parte, e della particolarissima espressione del suo volto, incorniciato da una ricercata acconciatura, che si riconosce anche in altri fogli di studio di Leonardo.
La giovane donna ha infatti il capo lievemente reclinato verso sinistra poiché sta assistendo allo schiudersi delle uova che hanno custodito i suoi figli, generati dall’unione con Giove mentre questi era nelle sembianze di un cigno.
Entrato a far parte delle raccolte civiche nell’Ottocento, il disegno sembra provenire dalla collezione della famiglia dei nobili Attendolo Bolognini.
La Testa di Leda, già descritta nell’Ottocento come ampiamente lacunosa e con importanti danni recati dal tempo, è stata resa di nuovo pienamente godibile attraverso alcuni interventi di restauro e oggi costituisce pertanto l’emblema di una bellezza ferita e restituita.


Courtesy Comune di Milano, tutti i diritti riservati, Gabinetto dei Disegni
del Castello Sforzesco

L’istituzione partecipa a Museo Segreto anche con un approfondimento video che sarà disponibile dalle 9.30 di giovedì 4 marzo sul canale YouTube dell'Associazione MuseoCity

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