Brera, Museo visibile
Sconosciuto
Da alcuni anni una delle parole chiave della Pinacoteca di Brera è trasparenza. Il museo non è più un luogo percepito come austero e inaccessibile, ma si apre allo sguardo del visitatore (anche del meno esperto), esibisce in filigrana i propri meccanismi e il “dietro le quinte” si fa visibile.
Così i depositi diventano non più luoghi oscuri e reconditi, ma spazi che occupano o integrano gli ambienti fruibili del museo, rendendo possibile osservare anche le opere escluse dal percorso espositivo. È il caso delle sale IX e XV, che ospitano le collezioni moderne Jesi e Vitali, mettendole in dialogo con Tintoretto e Veronese, Peterzano e Campi; è il caso soprattutto del grande deposito visibile della sala XXIII dalle cui rastrelliere si affacciano opere valorizzate attraverso una nuova concezione dello spazio museale.
Anche il laboratorio di restauro si è trasformato in una teca di vetro, all’interno della quale le attività conservative sono divenute parte integrante della visita alla Pinacoteca. La luminosa struttura trasparente, progettata da Ettore Sottsass nel 2002 e posta al centro del percorso espositivo (sala XVIII), offre al visitatore un’opportunità unica: seguire da vicino e “in diretta” le varie fasi dei restauri, potendo osservare le opere da nuovi punti di vista come il retro, solitamente nascosto. Nel 2018 il laboratorio è stato oggetto di un completo restyling che ha previsto anche il posizionamento di un monitor di grandi dimensioni rivolto verso il pubblico, per consentire con l’utilizzo di immagini e filmati un’efficace informazione sui restauri in corso.
Courtesy Milano, Pinacoteca di Brera
Presente in
Pinacoteca di Brera
Via Brera 2820121 Milano