Francesco Somaini al lavoro con il getto di sabbia a forte pressione

Anonimo


Tecnica mista

Nel 1950 Francesco Somaini (1926-2005) acquista a Lomazzo (CO), suo paese natale, il terreno del suo atelier: un piccolo padiglione, composto da un ampio locale con volta a botte, munito di un lucernario orientato a nord, di un soppalco e di un portico. Qui l’artista mette a punto il suo linguaggio plastico, avvicinandosi al concretismo europeo, prima di raggiungere fama internazionale come protagonista della scultura informale. Nell’atelier, che diviene negli anni un laboratorio più articolato, lavora fino alla morte, trasformando e ampliando gli spazi del nucleo iniziale, disegnato da Gino Morganti, per rispondere alle nuove esigenze di lavoro e alle tecniche via via adottate. A cominciare da un locale per la lavorazione della cera. Nel 1962 Somaini trasforma il vecchio laboratorio in una vera e propria officina attrezzata. Nasce così l’edificio in mattoni caratterizzato da uno sviluppo a terrazze praticabili dotato di lucernari piramidali che si “specchiano” in elementi parietali in vetrocemento. La nuova costruzione, che ingloba il padiglione preesistente, combina la tipologia dell’edilizia industriale con il nuovo capannone per la realizzazione delle sculture monumentali, la cabina per l’intaglio mediante un getto di sabbia a forte pressione, i compressori e i silos per la sabbia, e quella residenziale con gli spazi per la lettura, lo studio e il riposo, ulteriormente ampliati negli anni successivi. Il modello documenta la storia di questo luogo fino al 1980.

Foto: Cesare Somaini

Presente in

Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS

Corso Di Porta Vigentina 31
20122 Milano