Il timpano della facciata della Scala

Sconosciuto


L’insegnante di Scultura all’Accademia di Brera Giuseppe Franchi (1731-1806) fu l’autore del bozzetto del Carro di Apollo, lavoro che, per conto dell’architetto Piermarini, fu tradotto in stucco da Giocondo Albertolli per il timpano del Teatro alla Scala nel 1778. Albertolli, però, sostituì il putto alato di Franchi con la personificazione dell’immagine della Notte. Questo bassorilievo divenne un simbolo della Scala e fu ripreso dal noto scenografo Alexander Benois nel bozzetto da lui realizzato per la riapertura del Teatro alla Scala nel maggio del 1946, dopo la ricostruzione seguita ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Architettonicamente, la facciata neoclassica della Scala si presenta divisa in tre parti: il portico in bugnato, l’ordine gigante di semicolonne sul quale si aprono porte che immettono alla terrazza (accessibile durante gli intervalli degli spettacoli) e, dopo una fascia marcapiano, la parte sommitale sovrastata dal timpano. Nel sottotetto è ricavato il ridotto delle Gallerie. Il tetto si regge su una struttura a capriate.

Foto: Brescia-Amisano Archivio della Scala

Presente in

Museo Teatrale alla Scala

Largo Antonio Ghiringhelli 1
20121 Milano