Ingresso di Sant'Ambrogio a Milano
Arturo Martini
1941-1942
Bassorilievo. Marmo
L’Arengario, sul lato meridionale di piazza del Duomo, è costituito da due corpi di fabbrica speculari, il Primo Arengario a est e il Secondo Arengario a ovest, che determinano un fronte scenografico contrapposto all’arco della Galleria Vittorio Emanuele II. Il Primo Arengario è stato restaurato e dal 2010 è diventato la sede del Museo del Novecento, che oggi ospita parte dell’ampio patrimonio artistico, moderno e contemporaneo della città di Milano.
Le facciate delle due torri sono rivestite in marmo di Candoglia, aperte al primo e al secondo livello da una doppia serie di arcate a tutto sesto. All’ultimo livello si sarebbero dovute collocare statue raffiguranti eroi della storia milanese. Le arcate si appoggiano sulla parte basamentale degli edifici dove si aprono portali rettangolari con cornici a motivo vegetale intrecciato e gli altorilievi dello scultore Arturo Martini. Di matrice fascista, l’architettura dell’Arengario concede poco spazio alle decorazioni. Ad Arturo Martini viene affidato il compito di rappresentare, attraverso bassorilievi, la gloria dell’Antico e del Medioevo milanese.
Sant’Ambrogio (bassorilievo, edificio a est) è raffigurato nell’iconografia tradizionale, a cavallo con la mano sinistra alzata in segno di pace, mentre con la destra impugna lo scudiscio in segno di guerra agli infedeli che sono calpestati dagli zoccoli del cavallo.
Presente in
Museo del Novecento
Piazza Del Duomo 820122 Milano