Laocoonte
Luigi Ferrari
1853
Marmo di Carrara
Il nuovo allestimento della Pinacoteca Tosio Martinengo ha comportato fra le numerose novità anche la realizzazione di due sale dedicate all’Ottocento, nelle quali figura lo straordinario gruppo scultoreo del Laocoonte di Luigi Ferrari, che prima d’ora era stato esposto per soli tre mesi nel 2012.
Nel 1837 la comparsa all’annuale esposizione di Brera del modello del Laocoonte fu considerata dai contemporanei un evento memorabile nella storia della scultura moderna. L’artista era riuscito a superare la difficoltà di confrontarsi con il celebre gruppo ellenistico conservato in Vaticano, allora considerato un modello di inarrivabile bellezza ideale, con- giunta a un alto contenuto morale.
Il nuovo Laocoonte sembrava aver superato quello antico nell’espressione della disperazione, risultando al confronto “meno simmetrico, più efficace, addirittura più vero” e rivelando una rinnovata interpretazione romantica del soggetto, letto come espressione della tragica ribellione dell’uomo al volere divino: da qui l’accentuazione drammatica delle pose e la descrizione naturalistica del modellato anatomico. Paolo Tosio, entusiasta alla visione dell’opera esposta a Brera, commissionò la sua traduzione in marmo, alquanto impegnativa anche in considerazione delle dimensioni, che pure furono ridotte rispetto a quelle del modello. Inviata da Vene- zia nel 1853 tramite la ferrovia da poco entrata in esercizio, la scultura giunse infine a Brescia, suscitando commenti entusiastici.
Courtesy archivio fotografico Musei di Brescia
Credits Fotostudio Rapuzzi
Presente in
Pinacoteca Tosio Martinengo
Piazza Moretto 125121 Brescia