Prospettive di mobili

Franco Albini

1943-1945
Matita e china su carta da lucido

Negli anni della seconda guerra mondiale, sfollato con la famiglia a Ponte dell’Olio, Franco Albini si recava quotidianamente nel piccolo studio di Piacenza con il collega e amico Enea Manfredini, ‘inventandosi i lavori’ perché non c’erano commesse. A quel periodo risale il faldone denominato Prospettive di mobili, riscoperto tra il materiale d’archivio nei primi anni di lavoro della Fondazione.
Si tratta di un meticoloso inventario di centinaia di elementi di arredo da lui progettati, ordinatamente suddivisi in tipologie (divani, sedie, poltroncine, tavoli, tavolini, mobili per soggiorno, ecc.), eseguiti a matita o china su fogli di carta da lucido di formato A4. Disegni di dimensioni molto contenute ma estremamente precisi e ricchi di dettagli nell’esecuzione: dal capitonné della poltroncina allo spaccato assonometrico che mostra la struttura dell’oggetto, al dettaglio del bottone, di una cerniera, di una manopola e di un piedino. In pochi splendidi casi i disegni sono colorati.
Questi preziosi documenti, mostrati per la prima volta al pubblico nella sede originale dello studio di Franco Albini e Franca Helg in via Telesio 13 a Milano, raccontano di un metodo rigoroso e di un forte interesse sperimentale, che caratterizzano tutta la produzione di Franco Albini. I valori di modernità ed innovazione trovano oggi continuità all’interno dello studio di architettura del figlio e del nipote di Albini, ospitati nel medesimo spazio.

© Fondazione Franco Albini

Presente in

Fondazione Franco Albini

Via Aurelio Saffi 27
20123 Milano