Santa Giustina
Giovanni Bellini
1470 ca.
Tempera su tavola
Il pugnale conficcato nel cuore della Santa Giustina, simbolo e memoria del suo martirio, non turba in alcun modo la bellezza assorta e statuaria della giovane Santa dipinta da Giovanni Bellini verso il 1470. Il grande pittore veneziano la staglia a figura intera contro uno sfondo di cielo che trascolora dal blu profondo sino al timbro luminoso e dorato nella parte bassa della tavola. Il ricco diadema e la veste guarnita di pietre preziose ricordano i natali illustri della giovane Santa, appartenente all’antica famiglia dei Vitaliani e martirizzata a Padova nel 304. All’inizio del Quattrocento questo casato confluirà in quello dei Borromeo ed è appunto nel palazzo milanese di questa famiglia che il dipinto è documentato nel 1513. Tanti sono gli aspetti ancora da chiarire nella storia di questa bellissima tavola, che approda in collezione Bagatti Valsecchi alla fine dell’Ottocento; non si sa, ad esempio, quando e perché la scritta “Santa Augustina de Vitalianis” che ancora si intuisce lungo il margine inferiore del dipinto venne cambiata nell’attuale “Santa Giustina de Boromeis”. Certo è, comunque, che questa giovane martire dallo sguardo abbassato, alla quale Giovanni Bellini conferisce la solenne compostezza di una statua antica, si impone ancora, a distanza di oltre cinquecento anni, per la sua forza inespugnabile e silenziosa.
Presente in
Museo Bagatti Valsecchi
Via Gesù 520121 Milano