Sistro

Sconosciuto

Età romana
Bronzo

Questo sistro in bronzo di epoca romana, integro e ben conservato, appartiene alla collezione “Giulio Sambon”, in passato conservata presso il Museo Teatrale alla Scala. Si tratta di un particolare strumento musicale a percussione, molto diffuso nell’Antichità: veniva utilizzato scuotendolo con le mani, in modo che le asticelle mobili inserite al suo interno andassero a urtare ritmicamente con le loro estremità contro la superficie della lamina metallica, producendo un suono caratteristico. L’oggetto appare particolarmente raffinato ed originale nella sua concezione: il manico è configurato come una sorta di bastoncello ligneo mentre alla sommità compare la piccola immagine a tutto tondo di una gatta accucciata, nel cui grembo sembra riposare un personaggio rannicchiato. Questo genere di strumenti era strettamente legato alla figura di Iside, dea egizia il cui culto conobbe un grande favore anche nel mondo romano e che ne era considerata la mitica inventrice. I rituali in onore di questa divinità venivano praticati da una vasta schiera di devoti ed erano connessi a particolari credenze misteriche di carattere salvifico. Si pensava che il suono ritmico dei sistri, normalmente impiegati durante le cerimonie sacre, fosse in grado di ingenerare nei fedeli un benefico stato di leggera trance e avesse anche il potere di tenere lontani gli spiriti maligni.

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