Veduta di città fortificata

Ignoto

Secolo XVII-XVIII
Affresco

Al centro della parete est campeggia la veduta ideale di una città fortificata con torri e ponti sospesi, in riva a un ampio corso d’acqua. Un vasto lacerto a fresco mutilo in basso, dove una pescaia era parte di una scena perduta. A ridosso delle mura, edifici imponenti si alternano a un palazzo di sapore veneziano e al torrione di un castello sullo sfondo. Un soggetto sorprendente, misterioso e persino bizzarro: una città che non è certo Bergamo si staglia al centro della parete nel cuore di un luogo antico e simbolico, dimora del potere civico e della giustizia. Francesco Rossi, nell’unico studio che cita il dipinto, ipotizza che fosse lo sfondo del teatro Cerri, realizzato nel salone per volere della Municipalità e attivo tra 1797 e 1807. Ma la datazione dell’opera si potrebbe anticipare di un secolo. La presenza della pescaia confermerebbe il tono scenografico dell’affresco: già dal 1654 è attestato l’uso della sala per allestire un melodramma e diverse opere, messe in scena in città in seguito, ebbero fondali affini al dipinto. Lo spazio pubblico della politica e della giustizia diventa anche luogo di svago, in una città priva di teatri, ma il carattere durevole della tecnica esecutiva stride con la natura effimera degli sfondi teatrali. La veduta potrebbe, quindi, rappresentare idealmente i territori su cui Bergamo esercitava il suo dominio? Molte domande restano aperte, molti segreti nasconde ancora questo misterioso lacerto, dipinto al centro del cuore della città.

Presente in

Palazzo della Ragione - Sala delle Capriate

Piazza Vecchia 5
24129 Bergamo