Venere punta dalla spina di una rosa
Giorgio Ghisi
1556
Incisione a bulino, su carta
Ancora oggi nel linguaggio comune Venere è sinonimo di bellezza femminile.
Tra le incisioni antiche che l’hanno rappresentata e che sono oggi conservate presso la Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, il bulino di Giorgio Ghisi con la favola di Venere punta dalla spina di una rosa (1556) costituisce un esempio di eccezionale complessità tecnica e iconografica.
Il soggetto è ripreso da un dipinto perduto del pittore Luca Penni, già allievo di Raffaello a Roma, attivo dagli anni Trenta del Cinquecento presso la residenza di Francesco I a Fontainebleau. L’artista descrive qui il momento in cui Venere, al bagno presso una fonte, scorge Marte che sta inseguendo, furioso, il giovane amante della dea, il bellissimo Adone. Nell’atto di sporgersi, inavvertitamente la dea si punge con la spina di una rosa bianca che, da quel momento, per effetto del suo sangue si tinge di rosso. La fonte letteraria di questa favola è l’Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, un romanzo allegorico pubblicato a Venezia da Aldo Manuzio nel 1499, stampato in francese a Parigi nel 1546.
L’opera appartiene al periodo della piena maturità dell’incisore che, originario di Mantova, lavorò per un periodo nelle Fiandre, ad Anversa, e prima di rientrare in Italia fece tappa in Francia, dove realizzò questa incisione.
Lo stile grafico è a questo punto del suo percorso arricchito di una sensibilità nella descrizione del dato naturalistico, affinata a contatto con la cultura visiva nordica.
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Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”
L’istituzione partecipa a Museo Segreto anche con un approfondimento video che sarà disponibile dalle 13 di martedì 2 marzo sul canale YouTube dell'Associazione MuseoCity
Presente in
Castello Sforzesco - Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
Castello Sforzesco20121 Milano