Anfiteatro romano

Sconosciuto

I d.C.

La scoperta dell’Anfiteatro di Milano nell’area oggi delimitata dalle vie De Amicis, Arena e Conca del Naviglio si deve ad Alda Levi nel 1931. La sua conoscenza si è accresciuta grazie a diverse ricerche. Creato nel 2004, il Parco dell’Anfiteatro romano dal 2018 è interessato da un progetto di ampliamento e valorizzazione promosso dalla Soprintendenza ABAP di Milano che trasformerà l’area nel più esteso parco archeologico cittadino (oltre 22.000 mq): Parco Amphitheatrum Naturae (PAN) permetterà di ricreare con il verde la forma dell’edificio.
Le indagini archeologiche in corso stanno riportando alla luce considerevoli porzioni delle fondazioni dell’Anfiteatro insieme a strutture ipogee fino ad ora sconosciute, utilizzate sia per il transito dei gladiatori che per il deflusso delle acque. La facciata, alta più di 38 m e scandita da tre ordini sovrapposti di arcate terminanti con un attico, definiva un’ellisse i cui assi principali misuravano 150 m (E-W) e 120 m (N-S). Le gradinate per il pubblico (cavea) erano sostenute da 84 setti radiali, corrispondenti in facciata ad altrettante arcate. L’accesso principale (Porta Triumphalis) era probabilmente situato all’estremità orientale dell’edificio.
Gli alzati dell’impianto risultano sistematicamente spoliati per il recupero di materiali da costruzione (blocchi di pietra e mattoni) così come le strutture ipogee che si sviluppavano lungo gli assi principali. Le spoliazioni hanno risparmiato alcuni elementi decorativi dell’edificio e oggetti d’uso quotidiano che arricchiscono di colori e dettagli l’immagine del monumento.

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