Il cortile della Farmacia

Antonio Averlino detto il Filarete

1463

Nel progettare la Ca’ Granda, l’ospedale voluto per i milanesi da Francesco Sforza, il Filarete (1400-1469) immaginò uno spazio articolato in quattro cortili originati dalla Crociera, la croce inscritta in un quadrato formata dalle quattro corsie destinate a ospitare gli ammalati. Il Cortile della Farmacia fu il primo a essere realizzato: i lavori, già in corso nel 1463, vennero portati a compimento da Francesco Solari, Pietro Ambrogio de Munti e Guglielmo del Conte, a cui si deve parte delle eleganti colonne con capitelli ionici che ornano il cortile.
Raffinate decorazioni a graffiti impreziosivano il Cortile e ancor oggi, se ne possono ammirare alcune tracce, riproducenti vasi con anse a forma di serpenti e uccelli posati sui bordi.
Contiguo a questo Cortile era il refettorio, costruito nel 1486 e decorato da un ignoto pittore nei primi anni del Cinquecento con una riproduzione di dimensioni ridotte dell’Ultima cena di Leonardo.
Sede dell’Amministrazione del nuovo ospedale fino alla seconda metà del Seicento, con la costruzione dell’Ala Carcano e il trasferimento degli uffici amministrativi, il Cortile venne assegnato alla Farmacia: furono qui costruiti impianti, laboratori e depositi, e creato un giardino dei semplici. Quest’ultimo, unitamente all’altro orto botanico collocato nei pressi del Naviglio, era funzionale alle esigenze della farmacia dell’Ospedale nella preparazione di medicinali destinati ai pazienti.
A seguito dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, nel 1962 fu avviato un attento restauro – conclusosi nel 1968 – condotto da Liliana Grassi.

Foto: Valentino Albini

Presente in

Università degli Studi di Milano

Via Festa Del Perdono 7
20122 Milano