Rattin
Anonimo
1867
Ottone e ferro
Simbolo della Milano moderna, il Rattin (topolino), com’era chiamato affettuosamente per la sua sagoma scattante, era un meccanismo che accendeva progressivamente dal 1867 l’illuminazione a gas della cupola della Galleria Vittorio Emanuele. Realizzato artigianalmente con un carrello a motore a molla semovente su rotaia, fu ideato da un addetto dell’Officina del Gas di Porta Lodovica, che provvedeva dal 1845 all’illuminazione a gas di parte del centro cittadino, prima rischiarato da fiaccole e lumi ad olio.
Il Rattin ebbe però vita breve: già nel 1885 fu soppiantato dalla nuova illuminazione elettrica garantita dalla prima centrale termoelettrica continentale di Santa Radegonda voluta da Giuseppe Colombo, fondatore della Società Edison, che nel giro di pochi anni costituì in città un monopolio elettrico che spaziava dall’illuminazione, alla fornitura di forza motrice, sino alla trazione e alla vendita a privati. Nel 1903 con la legge Giolitti sulla municipalizzazione dei pubblici servizi il Comune di Milano decise di costruire una centrale termoelettrica comunale in piazza Trento e procedere così al processo di municipalizzazione del servizio elettrico. Solo poco dopo aver acquisito le risorse idrauliche in Alta Valtellina e avviato la centrale idroelettrica di Grosotto, collegata alla città da una linea elettrica di 150 km, fu istituita nel 1910 l’Azienda Elettrica Municipale (AEM) di Milano.
Uno dei tre Rattin originali è oggi esposto all'interno dell'AEMuseum, gli altri due sono invece conservati presso il Museo del Risorgimento e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.
Presente in
AEMuseum
Piazza Po 320144 Milano