Bacco reggicandelabro
Filippo Parodi
1667/1677
Legno intagliato e dorato
Il candelabro è un arredo perfetto per la decorazione dei palazzi barocchi e ben rappresenta le nuove esigenze di ostentazione, lusso e splendore della nobiltà e alta borghesia. Questo reggicandelabro rappresenta una figura in legno dorato, a grandezza naturale, con le fattezze di un giovane Bacco colto nell'atto di incedere su una roccia. La mano sinistra è sollevata a stringere un intreccio di foglie di vite che funge da supporto al candelabro. Il braccio destro, invece, rimane seminascosto da un drappeggio fluttuante e si abbandona mollemente lungo il fianco. Questo modo di cogliere la figura umana in perenne movimento richiama un modello di grande tradizione classica, il Bacco di Jacopo Sansovino, reinterpretato alla luce della sensibilità naturalistica dello scultore genovese Filippo Parodi. Il reggicandelabro è stilisticamente molto vicino alle sculture lignee delle "Quattro stagioni" realizzate da Parodi poco dopo il 1667 su probabile commissione di Giovan Antonio Durazzo per la sua villa di Albisola. Tipico di questo periodo è il legame che unisce stuccatori e intagliatori, impegnati nei cantieri della Genova barocca, ai pittori, creando una continuità tra l'ornamento dipinto, lo stucco e l'arredo ligneo sulla scia di Guarino Guarini, noto esponente del barocco piemontese. Questa tecnica trova una delle sue migliori applicazioni nel soffitto del palazzo Brignole Sale a Genova (ora palazzo Rosso).
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