A e Z aspettano l’amore
Alik Cavaliere
1971
poliestere, bronzo, ferro e alluminio
Dal 1969 al 1973, Cavaliere ha creato quelle che ha definito “teatro-sculture” di cui lui era organizzatore e regista, trasferendo così in una dimensione più elaborata e complessa la passione per la scultura-racconto, già emersa nelle opere precedenti, in particolare nel ciclo di Gustavo B. Nascono così I processi dalle storie inglesi di W. Shakespeare, grandiosa installazione (7mx10mx10m), acquisita dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma, "Apollo e Dafne", esposta in questi mesi in "Hecce Homo", alla Mole di Ancona, e "A e Z aspettano l’amore", in comodato presso il Museo d’Arte Moderna di Verona. Quest’ultima, da parecchi anni non esposta a Milano, è stata l’opera presentata per la rassegna "Museo Segreto 2017" e per la prima volta è stata allestita con tutte e tre le figure realizzate da Cavaliere in quel lontano 1971: la donna in panchina ha infatti un suo doppio, rimasto segreto e conservato abitualmente lontano dagli occhi del pubblico.
con un bagaglio di ricordi e di tempi perduti: la porta, la finestra, la panchina, il libro, la rivista sono parti, attimi di un’attesa tradizionale”. Come scrive Elena Pontiggia nel Catalogo delle sculture di Cavaliere, “... due Penelopi contemporanee, anch’esse irrealizzate e incomplete, attendono al balcone o sulla panchina un Ulisse che non arriva, mentre una porta duchampiana rimane ostinatamente chiusa [...]. Il falso è l’apparenza illusionistica che assume la rappresentazione, dove tutto è riprodotto con assoluta esattezza eppure tutto diventa “altro”. Il procedimento di Cavaliere è sempre dechirichiano e metafisico: muove dalla mimesi per giungere allo straniamento. Non modifica la forma, ma i significati”.
Presente in
Centro Artistico Alik Cavaliere
Via Edmondo De Amicis 1720123 Milano