Collezione di strumenti musicali "Emma Vecla"

Sconosciuto

prima metà del XX secolo (non più visitabile)

“Or che i Numi son vinti a me la cetra. A me l’altar!” La figura del folle e psicopatico Nerone è, nell’immaginario collettivo, nota nel momento in cui prende con forza lo strumento e inizia a suonare. A questo controverso personaggio il compositore Arrigo Boito dedicò un’opera alla quale lavorò per ben 56 anni per riprodurre, nella maniera più puntuale possibile, l’ambiente storico, sociale, politico e musicale dell’antica Roma. Tuttavia il “Nerone” andò in scena solo nel 1924, a ben cinque anni dalla sua morte, grazie a Toscanini che lo portò a compimento rifinendo quel poco che mancava al IV atto. Per il debutto del 1924 fu costruita una vera e propria cetra dal maestro Parravicini all’epoca liutaio della Ditta A. Monzino e figli di Milano. Tra il patrimonio della collezione di strumenti musicali donati al Museo da Emma Vecla cantante del ‘900, che mise anche a disposizione un cospicuo fondo economico allo scopo di illustrare “gli strumenti musicali nella loro evoluzione e tecnologia”, è stata trovata nel 2017 una forma di legno e un calco in gesso corrispondenti allo strumento oggi esposto al Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco.

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