Deposizione

Alessandro Papetti

2003

La "Deposizione" donata dall’artista al Museo si distacca dal tradizionale universo figurativo di Papetti. Ad accomunare questo dipinto, datato 2003, al ciclo dei ritratti visti dall’alto di un decennio precedente, o ai lavori a partire dal 1999 in cui appare per la prima volta il tema dell’acqua, è l’incisività del segno distribuito direttamente sulla superficie della tela, senza l’uso di matita. I colori sono cupi e accompagnano le pennellate sempre vigorose e precise; nessun segno è fuori posto, il loro intrico evidente, fino alla perfezione esecutiva. Nella tela i viola, i bianchi, i rossi bruni, il marrone delineano la figura di Cristo con articolare forza espressiva. L’andamento della pennellata e l’accentuata fuga prospettica sospendono la figura tra apparizione e realtà, come anche nelle figure uscite dall’acqua, caratteristiche della produzione di Papetti. Le forme e le linee si sfilacciano, il colore è incupito, come a suggerire qualcosa di tragico. Anche affrontando il tema sacro la pittura di Papetti è pittura dell’inconscio: non casualmente la scelta ricade sul Cristo deposto, figura riversa e abbandonata, quasi galleggiante nello spazio.

Presente in

Museo Diocesano Carlo Maria Martini

Piazza Sant'eustorgio 3
20122 Milano