Fontana

Giovanni Boni, Francesco Pelitti e Giuseppe Bertini

1875-76
marmo, bronzo

La fontana neobarocca in marmo, progettata da Giuseppe Bertini, fu scolpita da Giovanni Battista Boni e Francesco Pelitti nel 1875-1876. I due putti in bronzo seduti sull’alzata della fontana (inv. 5835-5836), furono invece eseguiti nel 1736 da Carlo Domenico Pozzo (documentato dal 1720 al 1753), appartenente a una numerosa famiglia di scultori originaria di Puria in Valsolda: provengono dall’altare della cappella dedicata a San Pietro Martire nella chiesa di Sant’Eustorgio a Milano (la famosa cappella Portinari, decorata con gli affreschi di Vincenzo Foppa), realizzato nel 1736-1737 per custodire la preziosa e veneratissima reliquia del capo di San Pietro Martire. L’altare fu smantellato nel 1873, quando furono riportati alla luce gli affreschi di Foppa (che erano stati nascosti da un’imbiancatura delle pareti nel XVIII secolo) e fu ripristinato l’aspetto rinascimentale della cappella: messo in vendita, si trova ora nella chiesa di Santo Stefano a Bodio, in Canton Ticino, mentre i putti in bronzo che lo adornavano furono acquistati da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1875. La fontana costituisce l’elemento maggiormente caratterizzante dello Scalone neobarocco, in cui si segnala anche il bel pavimento a marmi policromi intarsiati: l’ambiente, improntato al gusto storicista in auge nel XIX secolo, fornisce lo scenario per l’allestimento dei dipinti e delle sculture eseguiti fra la fine del XVI e il XVIII secolo esposti lungo le pareti, tra cui le splendide tele di Alessandro Magnasco e Antonio Francesco Peruzzini raffiguranti paesaggi animati da piccole figure. È una delle due sale del museo (insieme allo Studiolo dantesco, situato al primo piano) ad essersi in gran parte salvata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Presente in

Museo Poldi Pezzoli

Via Alessandro Manzoni 12
20121 Milano