Hydria attica a figure rosse

Anonimo

470-460 a.C.
ceramica

L’hydria, vaso per l’acqua a tre manici, attribuita a un pittore anonimo ateniese denominato Pittore di Leningrado, è il pezzo d’eccellenza della collezione archeologica Intesa Sanpaolo, formata da più di 500 ceramiche attiche e magnogreche, conservata a Palazzo Leoni Montanari, nella sede di Vicenza delle Gallerie d’Italia. La raccolta, acquisita alla fine del secolo scorso dall’Istituto bancario, fu costituita nell’800 a Ruvo di Puglia (Bari), da Giuseppe Caputi, nobile locale mosso dalla volontà di preservare il passato della terra natia. L’hydria fu rinvenuta nel 1877 all’interno della sepoltura di una donna aristocratica, insieme ad altri vasi, preziosi pendagli in ambra e ornamenti. L’eccezionalità del vaso è data dalla pregevolezza tecnico-formale e dalla scena raffigurata, una rarissima rappresentazione del lavoro all’interno di un’officina ceramica: tre artigiani sono intenti a dipingere vasi, muniti di pennelli e ciotole. La loro perizia e abilità è premiata da Atena, divinità protettrice delle arti, che incorona il personaggio centrale durante una gara di abilità artigianale; lo stesso gesto è compiuto da due Vittorie nei confronti degli altri ceramografi. In disparte una fanciulla dipinge un cratere; anch’ella è un’artigiana esperta, tuttavia in quanto donna non può partecipare all’agone. La sua presenza è una delle rare documentazione di lavoro femminile nella società greca antica.

Presente in

Gallerie d'Italia - Milano

Piazza Della Scala 6
20121 Milano