Lampadario etrusco

Sconosciuto

IV secolo a.C.
Bronzo fuso a cera persa

Il lampadario, destinato a illuminare un luogo di culto, fu rinvenuto casualmente nel 1840 nella campagna cortonese. La faccia inferiore del manufatto presenta al centro una grande testa di gorgoneion con lingua pendente dalla bocca, incorniciata da un fregio di animali e da un motivo a onde e delfini. Sulla fascia più esterna una serie di sirene si alternano a sileni, e sui bordi si alternano a figure di Acheloo ai 16 beccucci nei quali avveniva la combustione dell’olio grazie ad appositi stoppini.
Il lampadario in bronzo di Cortona, oltre a essere uno dei capolavori dell’artigianato artistico dell’Etruria, è allo stesso tempo il racconto evidente della storia dell’Accademia Etrusca cortonese che lo acquistò nel 1842. Costituita nel 1727, l’Accademia esprimeva i nuovi fermenti culturali. Il Capo sesto delle Deliberazioni e Statuti esprime in modo inequivocabile la volontà di agire “a pubblica utilità della Toscana tutta”: una grande novità rispetto alle chiusure municipalistiche e all’individualismo fino ad allora dominanti nel campo della cultura in genere. Nel corso del XVIII secolo l’Accademia vide la nascita della cosiddetta “etruscheria”, e divenne punto di riferimento con le sue pubblicazioni, gli studi, l’apertura di una biblioteca e di un museo rigorosamente “pubblici”, la raccolta di reperti, opere d’arte e libri funzionali alla conoscenza dell’evoluzione storica non solo della città di Cortona, ma dell’intero territorio toscano. Grazie così ai suoi soci, ai Lucumoni che si susseguivano alla sua presidenza e agli studi che vi si perfezionavano, la fama dell’Accademia si diffuse rapidamente e si consolidò anche sul piano internazionale.

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