Le Marie al Sepolcro

Anonimo

IV secolo d.C.
avorio

La raccolta di avori tardoantichi della famiglia Trivulzio è una delle più notevoli a livello mondiale: comprende una serie di pezzi tardo romani o del primo Medioevo di fattura altissima e di eccezionale rarità. L’intaglio in avorio conosce una fase aurea alla fine dell’impero romano, a partire dal IV-V secolo, quando viene utilizzato in ambito profano e religioso: nel primo caso viene impiegato da imperatori e consoli per realizzare i dittici, coppie di tavolette che venivano offerte in dono per celebrare l’avvenuta elezione. In ambito religioso, le stesse tipologie vengono utilizzate per registrare liste di abati o vescovi, oppure per realizzare suppellettili ecclesiastiche. Tra i pezzi giunti al Castello vi sono uno dei più antichi e preziosi dittici sacri, rappresentante le Marie al Sepolcro, di inizio V secolo; il dittico consolare di Pietro Sabbatio Giustiniano (521); due placchette orizzontali da un dittico imperiale, del VI secolo; una sofisticata tavoletta con Annunciazione di ambito alessandrino, intorno al VII secolo; e la rarissima tavoletta che rappresenta l’imperatore Ottone II inginocchiato di fronte a Cristo insieme alla moglie e al piccolo Ottone III, opera databile intorno al 983.

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