Moto perpetuo

Sconosciuto


Dice il pittore che la sua scienza è invenzione e misura; invenzione nella materia, misura nelle cose dipinte (Leonardo)*
La pittura per me è, tuttora, un lavoro di ricerca, fatta di razionalità, fantasia e creatività (Lucia Di Luciano)

L’irrefrenabile grafodinamismo col quale l’artefice di Vinci insegue la cangiante mutevolezza della natura, registrandone il cinematico divenire anche in pittura, fa della sua arte una forma di scienzia ovvero conoscenza: indissolubili, invenzione e misura forgiano il suo inesauribile archivio della visibilità, che reinterpreta la realtà osservata al di là della sua mera riproducibilità. Al design di Leonardo, che restituisce la riconfigurazione concettuale ed estetica dell’universo sino a imitarne i principi nella meccanica e nella tecnologia, può ben essere affiancata l’inesausta indagine di Lucia Di Luciano sulle forme espressive dei segni tracciati dal flusso della mente tra le dimensioni dello spazio e del tempo. Così, le rotazioni e oscillazioni dei capricci di Lucia Di Luciano, che scompongono il rigore dei paradigmi geometrici, sembrano idealmente evolvere dai ghiribizzi spesso rimproverati a Leonardo dai suoi contemporanei, per la caparbia e ambiziosa sfida a nuove chimere come l’irrealizzabile utopia del moto perpetuo.

*Libro di pittura, §25 [Codice Urbinate, f. 13 recto]

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10 A.M. ART

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